Venezia 73: Natalie Portman sbarca al Lido con ben due film

Venezia 73: Natalie Portman sbarca al Lido con ben due film

Anche per questo il film ha una struttura particolare, che è quella più emozionale possibile, un tentativo di entrare nel suo mondo.

E' il giorno dell'atteso film sula first lady americana.

Natalie Portman, grazie a sapienti tagli di primissimi piani da parte del regista, mostra una mimica facciale perfetta, incarnando in modo veritiero quelle che supponiamo fossero le emozioni di Jackie in quel momento. Per la Portman conferenza stampa alle 14.30 (con ballo di folla in darsena un po' prima) e passerella in Dior (di cui è testimonial) poco prima della 19, poi, a film finito, via per la scuola Grande della Misericordia, dove parteciperà col cast alla festa della rivista Ciak, insieme a tanti nomi del cinema italiano. L'intento è quello di raccontare l'inizio di tutto: della vita, del tempo, dello spazio. Al Lido anche l'attesissimo documentario di Terrence Malick, Voyage of Time: Life's Journey... È durante questa conversazione che la protagonista rievoca i momenti più duri della tragedia recente, focalizzandosi anche sulle conseguenze più immediate: il viaggio di ritorno a Washington, l'autopsia, l'organizzazione del funerale, le preoccupazioni economiche, i contrasti con lo staff della sicurezza e con il fratello di John, Bobby, l'amico più intimo di Jackie tra i membri della famiglia Kennedy. Il cineasta però sta lavorando all'ambizioso progetto di portare su schermo la nascita del cosmo, delle stelle e della Terra da ormai 4 decenni: solo nell'ultimo periodo, con le possibilità offerte da effetti speciali e tecnologia IMAX, la sua ambizione si è potuta tradurre in un progetto concreto. Una donna che usa il guardaroba come un'arma (mostrare il sangue del marito morto), le indiscrezioni come esche (la passione per il mito di Camelot) e sa bene, come il giornalista di Liberty Valance, che la realtà cede sempre il passo alla leggenda.

È stato il ruolo più difficile della carriera della Natalie Portman?

Sicuramente il progetto di Larraín ha un respiro decisamente più internazionale del passato.

Parlare dell'uccisione di Kennedy al cinema è sempre un rischio, perché la morte del presidente più amato del secolo scorso è un trauma da cui gli Stati Uniti ancora non si sono ripresi, dunque il rischio è quello di cadere nella retorica, nella celebrazione del patriottismo, oppure, all'opposto, nel complottismo sfrenato.

"Natalie è stata superlativa - dice Larraìn - perché ci ha restituito un ritratto complesso di Jackie senza rivelarla del tutto".

Grande accoglienza oggi alla 73esima Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia per "Jackie" (qui la recensione), il nuovo film del brillante regista cileno Pablo Larraín con Natalie Portman nei panni di Jacqueline Kennedy.