In mense scolastiche cibo di qualità ma tariffe elevate

In mense scolastiche cibo di qualità ma tariffe elevate

"Non prevedere il coinvolgimento, nella loro stesura, di dirigenti e personale scolastico ma soprattutto di rappresentanze dei genitori e delle Commissioni Mensa, potrebbe rivelarsi un autentico autogol", commenta Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva. l dibattito e i dati presentati da Cittadinanzattiva, precisa Bizzarri, "sono un'opportunità per riflettere sulle ragioni profonde della protesta e per avviare un processo di ripensamento condiviso della mensa scolastica perché sia sempre di più un servizio essenziale, sicuro, di qualità, accessibile, sostenibile, inclusivo, partecipato".

"Il Ministro Giannini ha annunciato come imminenti le Linee Guida con il Ministero della Salute e l'Anci per fornire indicazioni chiare alle scuole e ai Comuni che erogano il servizio di ristorazione scolastica". Oltre 700 euro, tanto spende annualmente una famiglia tipo per pagare la mensa scolastica del proprio figlio: precisamente 728 euro sia per la scuola dell'infanzia che per la primaria.

La nostra città è la quarta più cara in Italia per quel che riguarda le mense scolastiche. Infatti, viene sottolineato, solo la metà dei docenti (53%) e quasi due terzi dei genitori (64%) è al corrente dell'esistenza o meno di questa struttura all'interno dell'istituto.

Sono alcuni dei dati e dei punti di vista emersi oggi nell'ambito dell'evento "Mensa a scuola: costi, qualità e...nuove prospettive?" promosso da Cittadinanzattiva. Quasi 700 gli intervistati di cui: 482 bambini, 95 insegnanti, 89 genitori, 30 rappresentanti delle Commissioni Mensa.

I dati sopra elencati fanno riferimento a due indagini svolte dall'organizzazione Cittadinanzattiva: una che ha coinvolto sperimentalmente le mense di 79 scuole di 13 regioni, per raccogliere, 221 indicatori, dati osservabili e dati percepiti su qualità, sicurezza, igiene, trasparenza, costi, sprechi, rifiuti, partecipazione legati al servizio di ristorazione scolastica. A livello di aree geografiche, al Nord le tariffe più costose (circa 93.96€ mensili sia per l'infanzia che per la primaria), segue il Centro (94€ per l'infanzia e 78€ per la primaria), meno caro il Sud (64€ infanzia, 67€ primaria). Tempio Pausania, con 108 euro mensili nelle scuole dell'infanzia e nelle primarie, è tra i primi dieci capoluoghi italiani per i prezzi più alti. I bambini mangiano in altri locali, prevalentemente gli atri degli edifici scolastici e le aule utilizzate per le lezioni 'ordinarie'. Oltre una mensa su tre ha l'impianto elettrico e antincendio per nulla o solo parzialmente adeguato; oltre un terzo (37%) non ha porte con maniglie antipanico; una su 10 ha segni di fatiscenza e l'8% presenta distacchi di intonaco.

"Fra i capoluoghi di provincia, Livorno e Ferrara al primo posto nella top ten delle citta" piu' care, con 128 di retta media mensile. In circa la metà delle scuole è attiva una 'commissione mensa'. Fra i capoluoghi con rette annuali superiori ai 1000 €, anche Reggio Emilia (1100 €), Rimini (1080 €), Forlì e Pesaro (1062 €), Torino (1042 €), Barletta è la provincia meno cara per la ristorazione scolastica con 32 € mensili per una famiglia tipo.