M5s, firme false a Palermo: primi interrogatori a fine settimana

M5s, firme false a Palermo: primi interrogatori a fine settimana

In realtà ogni firma avrebbe dovuto riceverel'autentica dal cancelliere del Tribunale, in questo casoGiovanni Scarpello, che sarebbe tra gli indagati. Da una parte c'è Claudia La Rocca, la consigliera regionale che l'8 novembre ha deciso di andarsi a sedere davanti ai pm per raccontare spontaneamente tutto quello che sapeva sulla vicenda delle firme ricopiate. Il nuovo capitolo di "Supernova", il libro scritto da due ex collaboratori del Movimento, Marco Canestrari e Nicola Biondo, sostiene la tesi di un avvicinamento del M5s alla Russia di Putin riportando alcune parole che sarebbero state pronunciate da Alessandro Di Battista: "Che ne dite di farci dare una mano per la campagna sul referendum costituzionale dall'ambasciatore russo?" Entrambi erano stati tirati in ballo da Vincenzo Pintagro, l'attivista della prima ora che aveva raccontato di avere sorpreso Mannino (insieme all'attuale aspirante candidato sindaco Samantha Busalacchi) intenta a ricopiare le firme nella sede di via Sampolo, mentre Nuti, candidato sindaco nel 2012, era stato accusato di essere a conoscenza dell'intera vicenda. "Una proposta irricevibile, dato che nessuno dei quattro ha seguito in parlamento la riforma costituzionale". Prima hanno querelato Pintagro - denunciato anche dagli altri deputati Giulia Di Vita, Loredana Lupo e Chiara Di Benedetto - poi si sono stretti nel più assoluto riserbo. Una domanda che si pongono anche alla base del M5s a Palermo.

A Palermo prosegue senza sosta il lavoro dei magistrati che stanno cercando di far luce sul caso delle firme false o ricopiate presentate dal Movimento 5 Stelle in occasione delle elezioni comunali del 2012 nel capoluogo siciliano.

"Dalle firme false a quelle clonate, raccolte per un altro motivo?" In mezzo c'è l'autografo di Paolo Di Blasi, portiere del condominio in cui abita l'onorevole Lupo. Questi ed altri saranno i temi intorno ai quali si ritroveranno a Roma i giovani promotori dell'appello "il NOstro futuro", i "Democratici per il No" e alcuni firmatari del documento "il No di chi vuol bene all'Italia". Ad alimentare questa ipotesi il fatto che molta gente convocata in Procura per riconoscere la propria firma per le liste delle comunali 2012, non ricorda di aver mai firmato in quella circostanza, bensì l'anno prima. "Sembra lo stesso stampatello - risponde la grafologa - gli elementi più personalizzati corrispondono e da qui si deduce che è la stessa mano".