Alimentare: Padova, sequestrato falso Amarone della Valpolicella

Alimentare: Padova, sequestrato falso Amarone della Valpolicella

Tutti unanimi nell'apprezzare il valore dell'iniziativa e a sottolineare la qualità del Bursôn, un prodotto a loro sconosciuto, o quasi, ma che ha saputo ben impressionare anche chi produce vino di qualità da decenni. Le indagini, tuttora in corso, mirano a individuare le responsabilità all'interno di una vasta rete criminale estesa sul territorio nazionale: le attività investigative hanno infatti visto la collaborazione dei Comandi provinciali di Venezia, Padova, Brescia, Modena, Vicenza, Roma e Taranto. La catena della grande distribuzione, raccomanda quindi ai clienti di non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita per il cambio o il rimborso.

I reati ipotizzati sono: contraffazione di sigilli destinati a pubblica certificazione, frode in commercio, commercio di prodotti con segni mendaci aggravato dall'utilizzo di una denominazione di origine protetta.

Il Bursôn si è così imposto, nel giudizio del pubblico che alla cieca ha degustato tutti e cinque i vini, nei confronti di: Barolo DOCG dell'Azienda Sordo Giovanni di Castiglione Felletto (CN), Amarone della Valpolicella DOCG dell'Azienda Monte Tondo di Soave (VR), Taurasi DOCG del Viticoltore Terredora Di Paolo di Montefusco (AV), Nobile di Montepulciano DOCG della Fattoria Palazzo Vecchio di Siena.

I lotti sono stati distribuiti dalla ditta Naif Ingrossi s.r.l. e imbottigliati dalla Vini Valli Verona s.r.l. segnalata come produttore fittizio dalla stessa Auchan. Sul vino sequestrato sono state già effettuate delle prime analisi, che hanno Amarone della Valpolicella falso sequestrato nei punti vendita Auchan scongiurato eventuali pericoli per la salute pubblica. Proseguono le indagini al fine di individuare i responsabili dei reati.