Ex candidata alla presidenza USA presenta una petizione per riconteggio voti

Ex candidata alla presidenza USA presenta una petizione per riconteggio voti

La notizia di oggi è che la candidata verde alla presidenza, Jill Stein, ha raccolto in poche ore i due milioni e mezzo che le sono necessari per avviare le procedure per il recount in alcuni Stati. Stein ha detto di aver deciso di muoversi di fronte a "prove convincenti di anomalie nel voto" e che gli analisti hanno indicato "discrepanze significative nei totali dei voti" rilasciati dagli Stati.

In realtà anche nel comitato per Hillary, non è sembrato ci siano i presupposti per il recounting ma la cosa preoccupa, e non poco, il neo eletto presidente americano. Quei 2 milioni sono comunque uno scarto enorme, un record storico, ancorché irrilevante ai fini del "collegio elettorale", la controversa legge che regola l'elezione presidenziale. E cvisto che durante la campagna abbiamo avuto leak, mail rubate dagli hacker russi e passate a Wikileaks e altre cose di questo genere, contare a mano le schede anziché farle contare a una macchina, potrebbe essere utile. Gli Stati in cui si presume ci siano stati brogli sono il Wisconsin (valore: 10 grandi elettori), il Michigan (16 grandi elettori) e la Pennsylvania (20 grandi elettori in palio), tutti circoscrizioni assegnate a Trump l'8 novembre e risultate decisive per l'esito finale del voto.

Le preoccupazioni sul Wisconsin derivano dal fatto che la vittoria di Trump appare sproporzionata tra le contee che usano voto elettronico rispetto a quelle che usano solo schede cartacee. È un gruppo eterogeneo di individui ma che evidentemente condivide l'atroce dubbio e per questo ha sollecitato anche l'entourage di Hillary Clinton a prendere prendere posizione.

Va ricordato che la notte delle elezioni, il capo della campagna Democratica, John Podesta, coinvolto e triturato nell'emailgate, le rivelazioni fatte da Wikileaks sull'uso del server personale di posta elettronica della Clinton, si era rivolto ai supporter di Hillary negando che Trump avesse vinto le elezioni, e annunciando un riconteggio dei voti. Il direttore del sito Five Thirty Eight sostiene che il calo dei voti a favore di Clinton si può spiegare anche semplicemente analizzando i tassi e andamenti demografici nelle contee in questione. In quel caso si rischierebbe veramente lo scoppio di un conflitto civile nella culla democratica del mondo: la reazione di Trump, del suo entourage e della sua base elettorale sarebbe incendiaria.