Referendum 4 dicembre: ecco come si vota

Referendum 4 dicembre: ecco come si vota

Sì o No? In Italia non si parla d'altro: la riforma costituzionale proposta dal governo Renzi sta spaccando il Paese in vista del referendum di domenica 4 dicembre. Dall'altra parte, nemmeno i cittadini italiani sembrano essere particolarmente convinti della propria scelta e l'Economist continua a premere sul no netto. Vediamo quali sono le ultime news aggiornate ad oggi 27 novembre 2016.

IL TESTO Il quesito presente nella scheda elettorale per il referendum è il seguente: "Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente 'Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione' approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?".

Per scoprire dove votare a Genova, basta visitare il sito del Comune di Genova, nella pagina dedicata alla ricerca del proprio seggio elettorale: basterà indicare via e numero civico e il numero di sezione; nella stessa pagine sono indicate anche le sezioni accessibili per le persone disabili e quelle poste al piano terra. Più recentemente, a pochi anni dalla morte, Giuseppe Dossetti, prestigioso protagonista del processo costituente, commentando le iniziative di riforma costituzionale nella prima metà degli anni Novanta, scriveva: "Si tratta di impedire a una maggioranza, che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la Costituzione: si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea Costituente, programmaticamente eletta per questo e a sistema proporzionale, potrebbe assolvere come veramente rappresentativa di tutto il nostro popolo". Rimarrebbero altresì i conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato, anzi, ci sarebbe un eccessivo ri-accentramento dello Stato rispetto alle Regioni.

Sento già chi controbatterebbe: e se vince il No? Molte di queste cose, poi, hanno poco o nulla a che fare col testo della riforma costituzionale.

L'affluenza alle urne servirà a capire anche quanta parte della rilevante fetta di indecisi si sarà recata alle urne. Concedendo solo alla camera dei deputati la possibilità di votare la fiducia si elimina il controllo del Senato sul governo senza inserire altri contrappesi democratici al potere esecutivo.

Se è vero come si sente dire nelle stanze del potere, che "il Sì è in ripresa, anche se sempre sotto", non sorprende l' interrogativo che circola nei Palazzi con più frequenza di qualche giorno fa: cosa farebbe Renzi in caso di vittoria? "Ma a definire i percorsi sarà il presidente della Repubblica".

Siamo chiamati a esprimerci su questo, non su elucubrazioni politiche, scenari più o meno apocalittici, timori di crisi economiche o istituzionali, pensionamento anticipato di questo o quel leader. Sentirsi paragonati a dei serial killer, o essere accusati di voler aiutare la mafia lascia increduli: "ci sono limiti che non vanno superati e chi lo fa non si dimostra all'altezza di un confronto democratico".

Sono più pacati i toni dalle nostre parti?

Il prossimo 4 dicembre si svolgerà la consultazione referendaria per l'approvazione della riforma costituzionale.

Dai sondaggi referendum emerge che il fronte del No è avanti di 5/10 punti. Ricordo la storia di un commerciante che all'arrivo al governo di Mario Monti, nel 2011, e al suo annuncio di una crociata contro gli evasori aveva rimesso la sua automobile di lusso in garage e l'aveva coperta con un telo: "La ritirerò fuori tra alcuni mesi, quando Monti sarà caduto".