REFERENDUM Romano Prodi: "Voterò Sì, doveroso renderlo pubblico"

REFERENDUM Romano Prodi:

Tre ex premier si scontrano sul referendum costituzionale. In tasca il leader Dem ha l'endorsement, sia pur con critiche, di Romano Prodi: dimostra che "se si aspetta la riforma perfetta, non si fa niente".

Nella nota, Prodi ha anche spiegato come mai fino a questo momento non aveva reso note le sue intenzioni: "Profonde sono le ragioni che mi hanno fino ad ora consigliato di non rendere esplicito il mio voto sul referendum".

Il fondatore dell'Ulivo tiene a motivare le ragioni per cui abbia atteso gli ultimi giorni di campagna prima di rendere esplicita la propria opinione: "Sono ormai molti anni che non prendo posizione su temi riguardanti la politica italiana".

Matteo Renzi, proprio nel corso del comizio ad Ancona ha nello specifico dichiarato "Tutti erano per il superamento del bicameralismo, se qualcuno ha cambiato idea è perchè non è coerente a sè stesso". Il supporto di Prodi sposta leggermente gli equilibri sulle lavagne dei bookmaker internazionali: il "no", riferisce Agipronews, sale da 1,25 a 1,29, mentre la vittoria del "sì" - ieri bancata a 3,75 - ora vale 3,50. "Era chiaro che se si voleva chiedere una decisione sul contenuto della riforma costituzionale lo si sarebbe dovuto separare, come saggiamente da alcuni proposto fin dall'inizio dell'estate, dalla sorte del governo - ha detto ancora Prodi - Così non è stato e l'elettore italiano e l'osservatore straniero sono stati messi di fronte ad un confronto che ha per mesi esaltato le debolezze esistenti del nostro paese e ne ha inutilmente inventate delle non esistenti". "La mia vicenda politica - ha sottolineato il fondatore dell'Ulivo - si e' identificata nel tentativo di dare a questo paese una democrazia finalmente efficiente e governante: questo e' il modello maggioritario e tendenzialmente bipolare che le forze riformiste hanno con me condiviso e sostenuto". Lo ha detto Pier Luigi Bersani commentando il Sì di Romano Prodi al referendum, durante un'iniziativa per il No organizzata dall'Arci nella periferia est di Roma. A quel punto, dovrà scegliersi il successore, che oltre a dover godere della maggioranza in Parlamento, è necessario che riceva anche la benedizione della Commissione e della BCE. "Io rispetto Prodi - ha proseguito - ma io non voglio succhiare l'osso, non mi turo il naso e soprattutto non lascio il No alla destra".