Cyberspionaggio, la difesa dei due arrestati: non abbiamo rubato dati

Cyberspionaggio, la difesa dei due arrestati: non abbiamo rubato dati

Roberto Di Legami, al vertice della Polizia postale, dopo che ha scoperto una fitta rete di cyberspionaggio contro le più alte cariche dello Stato, della finanza e dell'imprenditoria, invece di essere ringraziato è stato rimosso.

Roma. Il capo della polizia ha deciso in serata la rimozione di Roberto Di Legami, direttore della polizia postale che ha condotto l'inchiesta sul cyberspionaggio, per divergenze con il vertice del corpo.

Intanto ora dopo ora aumentano i dettagli sui crimini commessi.

Diversa però la versione del legale di Giulio Occhionero, l'avvocato Stefano Parretta, prima di entrare al carcere di Regina Coeli dove sono previsti gli interrogatori di garanzia: "Ieri l'ho incontrato e oggi risponderà alle domande del gip, ha delle cose da chiarire, è una cosa ancora tutta da scrivere, al momento è solo un'ipotesi investigativa - ha detto - Lui nega di aver fatto alcunché di illecito, aveva questi server all'estero per il suo lavoro, gli indirizzi che aveva sull'agenda sono indirizzi che possiamo avere tutti noi sul computer". Tutti vittime di una massiccia attività di cyberspionaggio organizzata dai due fratelli Occhionero.

Malware per infettare pc. Insieme a questi anche molti fratelli massoni, poiché l'ingegnere era un "libero muratore".

Intrusione in Enav fa scattare indagine - A far scattare l'indagine un messaggio di posta elettronica inviato all'Enav spa. Il responsabile sicurezza dell'ente, insospettito dalla mail proveniente apparentemente da uno studio legale con cui non aveva mai avuto rapporti, anzichè aprirla, la invia ad una società specializzata che individua la presenza del malware.

Database con 18mila nomi.

Un'inchiesta che ha schedato decine di politici e membri ai vertici per un ammontare di quasi 20mila username catalogati in oltre 122 categorie, tra cui, politica, affari, massoneria. E ci sono anche migliaia di file cifrati che si proverà ad aprire superando le protezioni poste. Tramite rogatoria verrà chiesto l'accesso al contenuto per capire con esattezza quanti e quali dati sono stati rubati ed il reale giro d'interessi degli Occhionero.

Renzi e Draghi tra gli spiati - Nell'elenco degli spiati figura dunque Renzi, che nel giugno scorso ha subito due tentativi di intrusione nella mail personale. Tra giugno e luglio sono stati registrati due 'assaltì all'account istituzionale di Mario Draghi.

Periolo compromissioni e sicurezza nazionale.

A marzo, su ordine della procura di Roma, iniziano addirittura le intercettazioni sulle utenze di Giulio Occhionero. Nell'ordinanza di custodia, emessa dal gip Maria Paola Tomaselli, si parla di "disegno criminoso volto ad acquisire, tramite l'utilizzo del malware, informazioni e dati sensibili che permettessero ai due di avvantaggiarsi nel modo della politica e dell'alta finanza".