Espulsi dalla Thailandia i due altoatesini trappa-bandiere

Espulsi dalla Thailandia i due altoatesini trappa-bandiere

"Amiamo il popolo thailandese, ci piace tutto, ma non conosciamo la legge". Il video ha scatenato una bufera sul web: 336mila visualizzazioni e 770 commenti, numerosi di ingiuria e offensivi.

"Spero che la vicenda conclusasi felicemente dei due giovani altoatesini sia per loro un ammonimento ad attuare comportamenti consoni, non soltanto all'estero ma anche a casa loro", ha detto il governatore altoatesino Arno Kompatscher. Tutti concetti sui quali in Thailandia non si scherza per niente, ancor meno sotto un governo militare.

A favore dei due ragazzi potrebbe giocare il fatto che si sono già scusati, e profusamente, in un secondo video diffuso da un poliziotto di Krabi sul suo profilo Facebook.

Il fatto è avvenuto alle 3.30 del mattino di sabato scorso. La strada è buia e deserta e pensano che nessuno li stia vedendo.

Una telecamera di sorveglianza li immortala mentre strappano 5 vessilli dalle tende di alcuni negozi a Krabi. Nei prossimi giorni, come previsto dall'iter di espulsione, i due saranno consegnati alla polizia dell'Immigrazione e trasferiti nella capitale, dove rimarranno in cella fino al momento del rimpatrio. Per lesa maestà, ad esempio, si rischiano molti anni di galera.

Il reato di vilipendio alla bandiera è reso più grave e perseguibile ora in Thailandia, perché alla guida del governo c'è il Comandante in capo del Reale Esercito Thailandese, Prayuth-Chan-Ocha, con una giunta di militari, in seguito al colpo di Stato militare del 2014. I due giovani però, dopo l'intervento da parte delle forze dell'ordine, così come si legge sulla versione online de Il Messaggero, avevano affermato di essere stati maltrattati dai gestori del locale. Abbiamo chiamato la polizia, che è arrivata. "Non ci hanno neppure parlato e ci hanno portato alla stazione di polizia". Al cinema, prima di ogni film, viene proiettato un video con l'inno della monarchia, non alzarsi in segno di rispetto viene considerato inaccettabile anche per un turista straniero.