Fallisce l'accordo ALDE - M5S: i grillini accusano Verhofstadt!

Fallisce l'accordo ALDE - M5S: i grillini accusano Verhofstadt!

"Sono felice di dire che tutte le divergenze sono state risolte in maniera amichevole": Nigel Farage riammette il M5s nel gruppo dopo l'avvicinamento ai liberali di Alde poi conclusosi con un nulla di fatto e con un susseguirsi di polemiche interne.

"Continueremo a lavorare insieme nell'Efdd". "La campagna di Grillo per un referendum in Italia sull'euro sta acquistando slancio - ha proseguito -". La conclusione è che "la campagna anti-establishment in Europa è appena cominciata".

Tuttavia aderendo al gruppo dei Non iscritti, M5s rischia di perdere pressoché completamente la propria agibilità politica. Secondo un documento che circola da ore su Twitter, l'accordo tra Alde e il M5S era stato già sottoscritto il 4 gennaio (ed è già apparsa un'altra bozza datata 6 gennaio), dopo il fallito tentativo di dialogo coi VERDI: "Alde e M5S condividono i valori centrali della libertà, dell'uguaglianza, della trasparenza". Un risultato epocale che non sarebbe mai arrivato senza la tua leadership. In caso l'opzione dell'allenza con l'Alde venisse accolta, Grillo potrebbe recarsi già oggi a Bruxelles con Davide Casaleggio per per incontrare gli eletti M5S in Europa e sigillare l'accordo con Verhofstadt. L'unico che ha voluto parlare apertamente è Piernicola Pedicini: "Anche se formalmente facciamo ancora parte del gruppo, realisticamente non ci sono più le condizioni politiche e dovremo entrare nel gruppo dei non iscritti, che per noi è un danno enorme". "Le nostre strade si sono divise" ha detto dal blog dove aveva sottolineato la decisione del M5S di andare in un nuovo gruppo politico nel Parlamento europeo da dove "poter affrontare con più concentrazione le prossime sfide". E aggiunge: "La mia posizione è sempre stata per un gruppo autonomo, quando noi andiamo da soli è meglio. Inoltre, non sono a favore perché non vedo come si può fare un compromesso tra persone che sono su posizioni così diverse". Una scelta che tantissimi militanti avevano criticato chiedendo anche la testa dell'europarlamentare trevigiano ma scontrandosi poi con il voto on line che (magari a naso turato) accoglieva la svolta al parlamento europeo. Sono due le contribuzioni previste: una fissa e un'altra proporzionale al numero di appartenenti al gruppo. Finora, i rappresentanti dei cinquestelle hanno votato come l'ALDE in oltre la metà delle votazioni (e addirittura il 57,9% delle volte come il Partito popolare europeo a cui fa riferimento il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker). Sicuramente il numero dei votanti non rappresenterà il totale dei voti presi alle europee, e con le prossime tornate elettorali si vedrà se l'appoggio al movimento verrà mantenuto tale e quale oppure no. Nigel Farage, in una intervista a Repubblica, commenta la decisione di Beppe Grillo: "Ho il sospetto che, se il Movimento 5 Stelle entrerà a far parte dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa, il consenso per il parato di Grillo non durerà a lungo", "non sapevamo niente di questo voto indetto da Grillo per decidere con chi allearsi a Strasburgo".