Ferrara: moglie e marito trovati morti in casa dal figlio 16enne

Il movente del delitto dei coniugi di Ferrara non sarebbe di natura economica, bensì dettato dai forti contrasti tra il ragazzo e i suoi genitori. L'amico, 17 anni, lo avrebbe aiutato per 'vicinanza'. Poi ha chiamato il 16enne perché lo aiutasse a spostare i corpi.

Il figlio minore dopo aver trovato i cadaveri dei suoi genitori ha fatto scattare l'allrme, ma qualcosa non deve aver convinto gli inquirenti nel suo racconto, visto che sia lui e sia i suoi amici con i quali aveva passato la serata sono stati trattenuti ore e ore per gli interrogatori, rispondendo a domane che gli vengono continuamente riproposte.

Il provvedimento di fermo per i due adolescenti è scattato dopo gli interrogatori durati tutta la notte in caserma dei carabinieri a Comacchio alla presenza del pm Giuseppe Tittaferrante della procura di Ferrara e della collega Silvia Marzocchi della procura minorile. Le misure nei confronti dei due adolescenti sono scattate dopo che erano emerse contraddizioni e incongruenze nei loro racconti. Erano in un corso d'acqua a Caprile, frazione adiacente a Pontelangorino, luogo del delitto, dove fino a qualche mese fa la famiglia Vincelli abitava e dove vive il presunto complice, che compirà 18 anni a novembre.

La donna, Nunzia Di Gianni, aveva 45 anni ed il suo corpo era riverso a terra, vicino al letto, mentre quello del marito Salvatore Vincelli, 59 anni, era in garage. La plastica sarebbe stata usata forse per inscenare una rapina e non lasciare tracce in giro per casa. Il ragazzo ha sostenuto di aver dormito a casa di un amico la notte precedente e di essere rimasto lì fino a pranzo, dopodichè è rientrato a casa dove avrebbe trovato i genitori morti. Ai due minorenni è stata contestata la premeditazione. I coniugi avevano anche un altro figlio maggiore, che studia a Torino, città di origine delle vittime.