Manifesti anonimi anti-ministra Fedeli: per Adinolfi "colpa del Pd che mente"

Manifesti anonimi anti-ministra Fedeli: per Adinolfi

Sono anonimi infatti i manifesti apparsi martedì mattina su molte strade del centro di Roma con la fotografia della ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli, e una didascalia poco lusinghiera: "Per fare il professore ci vogliono: laurea, abilitazione e concorso. Per diventare ministro dell'Istruzione bastano terza media, buone amicizie e bugie" e sopra spicca una foto enorme di Valeria Fedeli.

Il Pd ha fatto immediatamente quadrato.

"La macchina del fango contro la Ministra Fedeli sembra non arrestarsi, questa volta con manifesti anonimi e abusivi appesi per le strade della capitale. Le critiche politiche sono una cosa, le volgarità gratuite e gli attacchi personali non dovrebbero avere diritto di cittadinanza in una democrazia matura e in un paese civile", ha dichiarato Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare. "Si lasci il Ministro lavorare e si giudichi serenamente il suo lavoro al Miur, sul campo, senza cercare - ha esortato Puglisi - la polemica a ogni costo e perfino usando strumenti mediocri e vigliacchi". "Ha mostrato serietà e capacità" ha dichiarato Francesca Puglisi, responsabile scuola, università e ricerca del Pd. "Mi auguro che anche il Comune di Roma voglia fare chiarezza e non assecondare atti di anonima diffamazione". Attestati di stima sono arrivati da tanti esponenti del partito tra cui l'ex ministro Giannini che su Twitter ha espresso "vicinanza e solidarietà" alla collega. "Come un sol uomo scattano a difesa del ministro che ha millantato titoli di studio inesistenti Pd, Forza Italia e sindacati". Sostegno anche dal sindacato. "Ma forse proprio questo è il problema", ha tenuto a dire Pino Turi, segretario generale della Uil scuola, parlando di manifesti "denigratori e beceri".

"Loro mentono sistematicamente agli italiani, ma se ne tocchi uno scattano uniti nell'autodifesa - scrivi su Facebook - Valeria Fedeli è stata fatta oggetto di un manifesto non violento né volgare, ma che semplicemente ricordava i suoi demeriti".