Rabat. Al bando il burqua stop a produzione e vendita

Rabat. Al bando il burqua stop a produzione e vendita

Da parte loro, alcuni commercianti hanno commentato la decisione dicendo che è motivata da ragioni di sicurezza, dal momento che diversi malviventi hanno utilizzato in più occasioni il burqa durante i loro reati.

Marocco, paese a stragrande maggioranza sunnita, dichiara guerra al burqa.

Tale provvedimento è stato diramato dal ministero dell'Interno marocchino ed è arrivato tra domenica 8 e lunedì 9 gennaio sui banchi dei mercati rionali.

Un foglietto lasciato compilare ai caid, la massima autorità di polizia, e consegnato dagli agenti di sicurezza, ha raggiunto nel corso della giornata ambulanti e grossisti, sarti di quartiere e produttori industriali. Pena: il sequestro delle merci e la chiusura del proprio negozio. Già nei giorni precedenti alcuni fabbricanti di burqa hanno ricevuto l'avviso per iscritto, con l'obbligo di cessare il confezionamento di questo tipo di abito e di sbarazzarsi degli stock, oppure di riconvertirli in altri vestiti.

Il ministero dell'interno preferisce non dare spiegazioni ma è molto probabile che alla base della decisione ci siano motivi di sicurezza. L'ordine per il momento colpisce solo i produttori e i rivenditori, e non riguarda le donne che possono decidere di indossarlo o meno. Se il governo confermerà la notizia, sarà vietata la produzione e la vendita del burqa e i negozianti avranno un arco di tempo limitato per liquidare gli inventari. Non è l'abito lungo con la retina davanti agli occhi, ma solo un copricapo, un velo più grande del foulard indossato dalle musulmane, con una feritoia per lasciare libero lo sguardo. La misura si somma al controllo serrato delle attività dei religiosi in tutte le moschee marocchine; il contenuto di ogni sermone del venerdì viene revisionato da ispettori reali prima di essere autorizzato.