Consulta: sì a referendum su voucher e appalti

Consulta: sì a referendum su voucher e appalti

Il quesito referendario sui Voucher, buoni introdotti nel 2003 per pagare il lavoro accessorio (e stagionale) nell'agricoltura e ridurre il lavoro sommerso e caporalato, mira ad abolirli. Difatti, se si fosse andati a votare sull'articolo 18, per molti sondaggi i "sì" avrebbero prevalso facilmente, e il governo in carica avrebbe rischiato di subire un'altra sconfitta, in grado di creare una crisi parlamentare paragonabile se non maggiore rispetto a quella successiva al referendum costituzionale.

Le forze politiche applaudono alla decisione della Consulta: "Sull'articolo 18 non si voterà".

Per Camusso i voucher sono "uno strumemto malato" e "da azzerare". I due referendum approvati, a questo punto, potrebbero anche tenersi entro la primavera.

In pratica la Corte Costituzionale salva il "cuore politico" del Jobs Act. No al quesito sull'art. 18.

Il segretario generale della Cgil ha tenuto una conferenza stampa dopo l'annuncio della decisione della Consulta. La cancellazione di questo articolo, contenuta nel Jobs Act, concede la possibilità al datore di licenziare un suo sottoposto, ma dietro un indennizzo.

Ma la battaglia dell'Avvocatura non si ferma qui, le memorie infatti riguardano tutti e tre i quesiti referendari presentati dalla CGIL.

L'inammissibilità da parte della Consulta però non deve far passare in secondo piano i due quesiti approvati.

"L'abrogazione delle norme che limitano la responsabilità solidale degli appalti vuole difendere i diritti dei lavoratori occupati negli appalti e sub appalti coinvolti in processi di esternalizzazione, assicurando la tutela dell'occupazione nei casi di cambi d'appalto e contrastando le pratiche di concorrenza sleale assunte da imprese non rispettose del dettato formativo".

Una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Si sarebbero così attirati due piccioni con una fava.

La consultazione, infatti, non entrava nel merito del Jobs Act. Nel caso di anticipato scioglimento delle Camere o di una di esse, il referendum già indetto si intende automaticamente sospeso all'atto della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto del presidente della Repubblica di indizione dei comizi elettorali per la elezione delle nuove Camere o di una di esse. L'altro petalo è quello della responsabilità in solido appaltante-appaltatatore.

Non è azzardato pensare che il rischio di un nuovo referendum nel 2017 sarà al centro dell'agenda politica del Governo nei prossimi giorni e che l'obiettivo sarà cercare di allontanare il più in fretta possibile lo spettro di un nuovo referendum contro le politiche Renzi-Poletti degli ultimi anni.