Gli italiani tornano a cercare lavoro: disoccupazione in risalita

Gli italiani tornano a cercare lavoro: disoccupazione in risalita

Rispetto a novembre 2015, la disoccupazione è diminuita di 1,552 milioni nella EU28 e 972.000 unità nella zona euro.

Se si guarda agli occupati, infatti, a novembre si registra un lieve miglioramento (+0,1%, +19 mila persone) mensile: "L'aumento riguarda le donne e le persone ultracinquantenni", specificano gli statistici.

Complessivamente, il quadro che emerge indica una sostanziale stazionarietà degli occupati, esaurita la spinta che era stata possibile nei mesi scorsi grazie agli sgravi fiscali.

Rispetto al mese di ottobre, è diminuito il tasso degli inattivi (coloro i quali avevano smesso di cercare lavoro) dello 0,7% pari a 93 mila persone disoccupate, sia tra uomini che donne e senza distinzioni di classi di età. "Il tasso di occupazione dei 15-24enni diminuisce di 0,1 punti percentuali, mentre quello di inattività cala di 0,6 punti". I disoccupati nel mese sono 3.089.000 in aumento di 57.000 rispetto a ottobre e di 165.000 unità rispetto a novembre 2015. Cresce, dunque, il numero di italiani che si mettono attivamente in cerca di lavoro. La segretaria della Cisl Annamaria Furlan oggi dalle pagine di Repubblica rivolge un appello proprio per i giovani: non vengano lasciati fuori dal mondo del lavoro, si passi alle politiche attive del lavoro, rimaste lettera morta del Jobs Act, si parli più di lavoro 4.0 e meno di industria 4.0. Il valore, spiega l'Istat, si attesta all'11,9% in aumento di 0,2 punti su base mensile e di 0,5 punti rispetto a novembre 2015, al livello più alto dopo giugno 2015.

Nonostante questo, si registra comunque un aumento per i lavoratori ultracinquantenni e per le donne, segnale che ad essere colpiti è la fascia più giovane, ovvero quella che va dai 15 ai 49 anni. Il tasso di inattività è ai minimi storici (34,8%).

E poi ha poco senso francamente sottolineare l'arretramento dell'occupazione giovanile in senso stretto (fino ai 24 anni): in quella fascia di età fortunatamente la maggior parte dei giovani studia, preparandosi si spera per un futuro migliore, probabilmente in un Paese diverso dall'Italia (scelta che, dalle ultime dichiarazioni, sembra indispettire il ministro Poletti). In generale, però, su base trimestrale, si registra un calo di 21.000 posti di lavoro tra gli ultimi due trimestri del 2016.