Lavoro 2017: disoccupazione in aumento

Lavoro 2017: disoccupazione in aumento

I nuovi dati Istat aggiornati al mese di novembre dell'anno appena passato, hanno evidenziato la crescita del tasso di disoccupazione che ha raggiunto l'11,9%, con 0,2 punti in più su base mensile. Incremento che riguarda soprattutto le donne e gli over 50, fatto soprattutto di lavoratori indipendenti e dipendenti permanenti (mentre calano i dipendenti a termine). L'aumento è attribuibile a entrambi i sessi e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni.

La fascia di età 15-24 anni è quella maggiormente colpita dalla disoccupazione, sale infatti al 39,4% (+1,8%) rispetto al mese di ottobre e raggiunge il livello più alto dallo stesso mese del 2015. Malissimo per i giovani, il 40 per cento non trova lavoro, mentre sono stati 121 milioni i "voucher" prodotti nel 2016. Il tasso di occupazione è in aumento di un decimale rispetto a ottobre: 57,3%. In questa fascia di età, si registra un tasso di occupazione pari al 57,3%. A novembre - secondo i dati Istat diffusi oggi - gli occupati sono saliti di 19mila unità sul mese e di 201mila sull'anno (a quota 22.775.000) ma il tasso di disoccupazione si è attestato all'11,9% (+0,5%), con il picco tra i giovani: il 39,4% sono in cerca di lavoro. Un calo che ha toccato entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età. Nel periodo settembre-novembre al lieve calo degli occupati si accompagnala crescita dei disoccupati (+2,4%, pari a +72 mila) e il calo delle persone inattive (-0,6%, pari a -78 mila).

A pagare sono soprattutto uomini, tra 15 e 49 anni, e i lavoratori dipendenti, ma va sottolineato che anche tra le donne e gli over 50, categorie che in teoria fanno 'meglio' delle altre, l'aumento della occupazione è dello zero virgola. Su base annua gli occupati sono 201 mila in piu' (+0,9% rispetto a novembre 2015); i disoccupati 165 mila in piu' (+5,7%) e gli inattivi 469 mila in meno (-3,4%). Si registra invece un calo dei dipendenti a termine (-0,4%, pari a -10 mila). I dati sono letti dalle forze politiche in maniera differenziata: se il Pd mette in luce il calo degli inattivi, Forza Italia punta l'indice sull'aumento della disoccupazione giovanile, denunciando il fallimento della politica dell'esecutivo.

Il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, che nelle scorse settimane, a proposito dei giovani che scappano all'estero in cerca di lavoro, aveva detto che "certi giovani è meglio non averli tra i piedi", adesso viene a dirci che il dato Istat sulla disoccupazione giovanile è "preoccupante". "All'aumento dei disoccupati corrisponde una più consistente diminuzione degli inattivi, segno che cresce il numero delle persone alla ricerca attiva di lavoro".