M5S torna in ginocchio da Farage

M5S torna in ginocchio da Farage

Colpo di scena nella strategia europea di Grillo, che adesso chiama il movimento 5S al voto on line per decidere di abbandonare gli euroscettici di Nigel Farage e di far aderire i 17 pentastellati eletti a Strasburgo all'Alde, il gruppo liberaldemocratico a vocazione fortemente europeista.

Ma dopo le tensioni dei giorni scorsi Farage pone come condizione ai Cinque Stelle quella di lavorare per un referendum anti-euro anche in Italia. La campagna di Grillo per la permanenza dell'Italia nell'euro sta acquistando forza.

Poi l'ALDE ha rifiutato l'accordo di vertice in precedenza stipulato con i due capi/dittatori nella più totale assenza di trasparenza: in ogni caso la credibilità e il senso di responsabilità di Guy Verhofstadt, leader dell'ALDE che aveva trattato con Grillo e Casaleggio, sembrano precipitare.

Il Movimento 5 Stelle entrerà a far parte del gruppo Alde nel Parlamento europeo. Secondo Farage, il supporto 5 stelle al gruppo Alde "non durerà a lungo". Ma è andata molto meglio di come poteva andare: l'uscita formale dei 17 eurodeputati del M5S dal gruppo Efdd avrebbe comportato per i grillini la perdita di personale (circa una ventina di funzionari di gruppo), l'esclusione dell'accesso alle cariche nelle Commissioni parlamentari e il potere di influenza sui principali dossier. Il movimento, sul Blog di Grillo, conferma: "Abbiamo rinnovato l'accordo, rinunciando alla carica della co-presidenza che fino ad oggi è stata occupata da David Borrelli" scrive Grillo in una nota in cui il leader pentastellato "ringrazia Borrelli per aver portato avanti una trattativa per cercare di rendere più efficace la realizzazione del nostro programma, che continueremo a portare avanti in Efdd". Anche il Pd si è espresso in maniera polemica: la deputata Marina Berlinghieri ha dichiarato: "Dopo l'utilizzo di milioni di euro di fondi pubblici dei gruppi di Camera e Senato, ora il Movimento 5 Stelle vuole usare anche l'Europa come salvadanaio per il proprio partito". Grillo precisa che i parlamentari conserveranno la loro piena autonomia di voto. In fondo, come ha detto lo stesso Farage, durante la riunione del gruppo, presenti anche i 5Stelle: "I matrimoni finiscono" ma che "si possono anche ristabilire", sempre "se chi ha tradito, paga". Durissime le parole della vicesegretaria Debora Serracchiani: "Da Farage a Alde, da No a Sì euro: Grillo mobilita le folle del web come Benito a piazza Venezia". Ma anche a molti dirigenti pentastellati tenuti all'oscuro fino a domenica della decisione di cambiare alleanze in Europa e ora prostrati dal no di Verohfstadt. Per altro manca una qualsivoglia certificazione degli esiti dei voti; i certificanti sono i capi (che nessuno ha mai eletto). Ci si è resi conto che un 50% era favorevole all'ingresso del M5S, ma un 50% sollevava dubbi o si opponeva.