Nola, pazienti curati a terra in ospedale: tre dirigenti sospesi

Nola, pazienti curati a terra in ospedale: tre dirigenti sospesi

E invece di personale e letti, la politica manda ispettori e carabinieri, avviando il valzer degli atti e delle carte. L'ambiente è quello di una sala di un ospedale. "Ma i medici fanno il loro dovere, e danno assistenza nel migliore dei modi possibili, considerando anche che l'ospedale ha 107 posti letto a disposizione, e ne sarebbero necessari, nella norma, almeno il doppio". "A conferma del fatto - scrive in una nota - che ci si è rivolti alla struttura ospedaliera anche per problemi di ridotto rilievo medico a causa della chiusura degli studi medici".

Il bilancio della notte dello scandalo, quella del pronto soccorso del Santa Maria della Pietà di Nola invaso dai pazienti alcuni dei quali curati anche sul pavimento, è stato di due morti. "E allorquando qualcuno giunge al volenteroso difesa né possiamo reale mandarlo parte, abbiamo prescelto disporre a fare terra bruciata le persone più spesso né prestare servizio essi beneficenza". Cosa avrebbero dovuto fare? "I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto", spiega. "L'altra persona ritratta a terra - ha raccontato - era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito". I Nas dalle ore 10 di questa mattina sono nel nosocomio a controllare quanto accaduto. "Ripeto, quella di sabato è stata un'emergenza che definire eccezionale è poco". "Bisogna esibirsi giustamente - ha annesso - il presidente della Luogo De Luca né nel caso che l'è cattura verso i medici però verso i responsabili del ".

"La mia contestazione - continua il governatore - non è stata fatta ai medici, che hanno provato a fare l'impossibile per assistere i pazienti in quelle condizioni, ma ai responsabili della struttura, che hanno già avuto un provvedimento disciplinare". Russo chiede al ministro Lorenzin di restituire "il diritto alla salute a un'area che conta 600 mila abitanti".

Due donne stese a terra su coperte di fortuna, mentre operatori del 118 inginocchiati cercano di soccorrerle. Nei giorni precedenti mancava anche l'acqua. L'ultima verifica dei ministeri (Salute ed Economia) risale a metà novembre e è relativa al 2015 fino ai primi mesi del 2016. "Singolare - attacca - che De Luca commissioni un'indagine su se stesso". Ma è italiano e si è laureato e specializzato in Italia.

Ma il direttore Andrea De Stefano difende il suo lavoro ai microfoni del Corriere della Sera: "Io sono ancora qui che lavoro". Tra i provvedimenti in arrivo "il completamento dell'informatizzazione del sistema sanitario".