Roma: manifesti anonimi contro il ministro Valeria Fedeli

Roma: manifesti anonimi contro il ministro Valeria Fedeli

Sono anonimi infatti i manifesti apparsi martedì mattina su molte strade del centro di Roma con la fotografia della ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli, e una didascalia poco lusinghiera: "Per fare il professore ci vogliono: laurea, abilitazione e concorso". Mentre la sezione dei Pics del corpo di Polizia locale sta intervenendo per rimuovere i poster affissi fuori dagli impianti regolari. Per fare il ministro dell'Istruzione: "terza media, amicizie e molte bugie...".

Puglisi (Pd): "Si è scusata della leggerezza". "Il Premier Paolo Gentiloni le ha confermato la piena fiducia".

Chi ha pagato i manifesti? Chi c'è dietro questo odioso atto? "Le affissioni sono state richieste al Comune o sono abusive? - si chiede la vicepresidente Dem -. Mi auguro che anche il Comune di Roma voglia fare chiarezza e non assecondare atti di anonima diffamazione". "Gli attacchi anonimi sono sempre vigliacchi", "mi auguro che si faccia chiarezza su questa vile aggressione" ha solidarizzato il Presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi.

"La mia solidarietà al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli. Per questo non posso che esprimere la mia solidarietà alla ministra Fedeli" ha detto la responsabile Scuola e Università di Forza Italia, Elena Centemero. L'ex presidente del Senato, Renato Schifani, ha dichiarato: "L'attacco spregevole nei confronti del ministro Fedeli, attraverso l'affissione di manifesti anonimi nel centro di Roma, va duramente stigmatizzato". Di tutt'altra opinione il commento di Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia: "Per i manifesti che irridono (giustamente) Valeria Fedeli, il Pd si agita e parla di 'macchina del fangò.Definizione inventata da Roberto Saviano per attaccare coloro che descrivevano gli imbrogli di Gianfranco Fini con la casa di Montecarlo".

"Il dissenso politico non dovrebbe mai scadere nell'attacco personale, né prescindere dal rispetto istituzionale". Ora, ad essere contestato al neo ministro, non è solo la mancanza di un titolo di studio adeguato al ruolo ma l' "aver lasciato che comparisse" una cosa decisamente falsa in un currivulum. "Le critiche politiche sono una cosa, le volgarità gratuite e gli attacchi personali non dovrebbero avere diritto di cittadinanza in una democrazia matura e in un paese civile".