Spiati Renzi, Mario Draghi, politici, istituzioni, e imprenditori. 2 arresti a Roma

Spiati Renzi, Mario Draghi, politici, istituzioni, e imprenditori. 2 arresti a Roma

L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal pm Eugenio Albamonte. Ai due, conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina, vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche. Grazie a una rete di computer preliminarmente infettati tramite la diffusione di un malware denominato Eyepiramid (dal quale prende anche il nome l'operazione), i due hanno per anni acquisito dalle numerosissime vittime, notizie riservate, dati sensibili, informazioni, gelosamente custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della Postale, con l'aiuto dei colleghi della Cyber Division dell'Fbi e che consentiranno di accertare quali e quanti dati siano stati illecitamente sottratti.

Il malware Eye Pyramid è vecchio c'è bisogno di un team che lo aggiorna, aggiunge funzionalità e lo rende invisibile.

Sono stati 'hackerati' studi legali e professionali, società di recupero crediti, la Casa Bonus pastor, struttura alberghiera di proprietà del Vicariato di Roma, l'università Bocconi, il Pd, l'Istituto neurotraumatologico italiano, la Mutua Mba, Coopsalute, la Reale Mutua Assicurazioni. Due persone arrestate dalla polizia postale su ordine della procura di Roma. "Questa è una storia affascinante a cui manca un pezzo". Nei confronti dei due fratelli, gli investigatori del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia per la protezione delle infrastrutture critiche) hanno acquisito "concreti elementi probatori in merito ad attività criminali da loro pianificate e condotte", consistenti nella gestione di una botnet con finalità di cyberspionaggio in danno di istituzioni e pubbliche amministrazioni, politici di spicco, studi professionali e soggetti di rilievo nazionale.

Tra gli "osservati" anche gli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti, il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, il comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo e il banchiere Fabrizio Saccomanni. E proprio il concreto pericolo di una fuga degli indagati, titolari di diverse attività fuori confine, ha infatti determinato l'emissione delle misure cautelari da parte del Gip romano.

La lista è davvero molto lunga: ci sarebbero anche Piero Fassino, Daniele Capezzone, Ignazio La Russa e Vincenzo Scotti, Alfonso Papa, Walter Ferrara, Paolo Bonaiuti, Michela Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Fortunato, Mario Canzio, Poletti della Gdf.

A ipotizzare un collegamento con mafia capitale è il settimanale l'Espresso, che ha definito i fratelli Occhionero "gli hacker di mafia capitale", in quanto "amministratori di società collegate al faccendiere Salvatore Buzzi, uno dei principali imputati del processo romano". E risultano "compromessi" pure due computer in uso ai collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi, dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della cultura, della Pontifica Commissione di archeologia sacra e del consiglio di coordinamento tra accademie pontificie.