Thailandia, strappano la bandiera nazionale: arrestati due giovani italiani

Thailandia, strappano la bandiera nazionale: arrestati due giovani italiani

Il loro caso è seguito dall'ambasciata italiana a Bangkok.

Sono entrambi di Naturno, un paesino vicino a Merano, in provincia di Bolzano.

Come ha riferito il senatore Svp Karl Zeller, che è in contatto con la Farnesina, i due ragazzi sono ancora sotto sorveglianza della polizia.

"Forse per i giovani altoatesini in gita di piacere in Oriente tutto è poco importante, ma il Tricolore rappresenta l'unità e la identità di una italiana che sono orgoglioso di rappresentare come uomo delle istituzioni e come cittadino".

"Al servizio di quella bandiera, vilipesa nelle parole dei due giovani, sono morti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino". Altrettanto sconvolta per l'accaduto è la madre di Tobias: "Al momento non voglio commentare la vicenda" si limita a dire. Il giovane è molto conosciuto in paese, per la sua passione per il calcio ed anche per essere il componente di una band musicale. Il fatto, riferisce il 'Bangkok Post', è avvenuto sabato sera nella celebre località turistica di Krabi. I due ragazzi, visibilmente ubriachi, stavano rientrando in albergo, quando hanno notato alcune bandiere appese a un muro: uno dei due ragazzi ne ha strappato una, l'altro poi le ha buttate a terra tutte. Il video viene pubblicato su Facebook da un utente, Anake Saranath, che con una buona dose di enfasi definisce i due farang (stranieri occidentali) "animali" e invita gli altri utenti a rintracciarli. I due inoltre hanno giustificato il loro atto affermando di essere stati "molto, molto ubriachi". "Siamo molto dispiaciuti", ha dichiarato uno di loro durante l'interrogatorio.

"Non sapevamo che ci fosse una legge che protegge la bandiera". La decisione del tribunale militare è attesa per oggi. Lo si apprende da fonti locali.

I ragazzi dovranno comparire davanti al tribunale militare di Surat Thani e rischiano fino a due anni di carcere. Le scuse non gli hanno fatto comunque guadagnare il perdono della piazza online, almeno a leggere il fiume di insulti.