Ubi approva offerta su Banca Marche, Etruria e Chieti

L'istituto guidato da Victor Massiah ha riunito i consigli per approvare la proposta di acquisto vincolante di tre delle quattro "good bank" salvate nel novembre del 2015.

Come annunciato è stata ufficializzata in mattinata, prima dell'apertura della borsa, l'offerta vincolante di Ubi per l'acquisto di Banca Marche, CariChieti e Banca dell'Etruria. L'offerta è rivolta al fondo nazionale di risoluzione ed ha validità fino al 18 gennaio prossimo compreso e, qualora sia accettata dal venditore, si prevede che il perfezionamento dell'operazione possa avvenire indicativamente nel primo semestre 2017, previo soddisfacimento delle condizioni sospensive dell'operazione medesima. Il perimetro delle good bank oggetto dell'offerta di Ubi include 930.623 clienti, 547 filiali, 5.010 dipendenti, circa 14,2 miliardi di impieghi lordi alla clientela (post cessione degli Npl), di cui 1,8 di deteriorati lordi (essenzialmente inadempienze probabili), circa 18,5 miliardi di raccolta diretta (di cui 14,5 miliardi di depositi della clientela) e circa 7,5 miliardi di raccolta indiretta.

Le tre Good Bank dovranno avere un patrimonio netto contabile pari o superiore a 1.010 milioni di euro e un livello di copertura di almeno il 28,28% delle inadempienze probabili lorde e almeno il 60% delle sofferenze, oneri di ristrutturazione per 130 milioni, un Liquidity Coverage Ratio medio ponderato maggiore del 100% e un Cet1 ratio medio ponderato non inferiore al 9,1%. Il Fondo di Risoluzione, infine, dovrà impegnarsi a ricapitalizzare le tre banche per 450 milioni prima del closing. L'integrazione con il gruppo Ubi, inoltre, genererà "ulteriori razionalizzazioni". Grazie all'operazione, inoltre, il Rote di Ubi unita alle tre good bank e' previsto in crescita al 2020 dal 10,6% a oltre il 12,5%. L'istituto sottolinea che l'operazione ha un "solido razionale industriale, economico e finanziario" e che portera', tra le altre cose a un "incremento di oltre l'1% della quota complessiva di mercato, corrispondente a una quota addizionale del 20% rispetto a quella attuale, consolidando inoltre la presenza in aree geografiche in cui il gruppo Ubi non e' presente o lo e' solo parzialmente". Con migrazione "sul sistema informativo di Ubi Banca entro un anno, anche grazie all'anticipazione a fine febbraio di tutte le migrazioni previste dal progetto Banca Unica di Ubi".