Renzi a Grillo, non toccare mio padre

"Mi ha tolto le rotelline dalla bicicletta, mi ha iscritto agli scout, mi ha accompagnato trepidante a fare l'arbitro di calcio, mi ha educato alla passione per la politica nel nome di Zaccagnini, mi ha riportato a casa qualche sabato sera dalla città, mi ha insegnato l'amore per i cinque pastori tedeschi che abbiamo avuto, mi ha abbracciato quando con Agnese gli abbiamo detto che sarebbe stato di nuovo nonno, mi ha pianto sulla spalla quando insieme abbiamo accompagnato le ultime ore di vita di nonno Adone, mi ha invitato a restare fedele ai miei ideali quando la vita mi ha chiamato a responsabilità pubbliche", scrive Renzi nel suo post. Ma tu, caro Grillo, oggi hai fatto una cosa squallida: hai detto che io rottamo mio padre. "Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre". Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Beppe Grillo. "Perchè non sai di che cosa parli e non conosci i valori con i quali io sono cresciuto". Mostrati per quello che sei.

Spero - ha scritto Renzi - che i tuoi nipoti possano essere orgogliosi di te come lo sono di Tiziano Renzi i suoi nove nipoti. E ancora: "Spero che un giorno ti possa vergognare - anche solo un po' - per aver toccato un livello così basso", scrive Renzi. Ti auguro una buona serata. L'ex premier infatti, nel suo intervento a pochi minuti dalla fine dell'interrogatorio del padre, aveva detto che se i giudici dimostreranno che è colpevole spera in "una pena doppia per dare un segnale". A ogni epoca il suo Pacciani - ha aggiunto Grillo -, e i suoi compagni di merende. La verità arriva, basta saperla attendere.

Renzi insiste: "Mio padre ha reclamato con forza la sua innocenza". "Caro Beppe Grillo ti scrivo", e' l'incipit della'lettera' di Renzi.