Napoli, arrestate 70 persone: favorivano appalti ai Casalesi

I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbativa d'asta e concorso esterno in associazione mafiosa. Sarebbero legati al clan Zagaria, fazione dei Casalesi. Di queste 30 sono relative alla custodia cautelare in carcere, 36 ai domiciliari, una all'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e due relative alla misura di interdizione dai pubblici uffici per un anno. Secondo quanto accertato dagli uomini della Guardia di Finanza, sono almeno 18 i bandi di gare truccati per favorire i Casalesi, nello specifico il clan Zagaria. Sommese avrebbe indicato espressamente il nome dell'imprenditore che doveva eseguire l'appalto perche' nelle commissioni di gara sarebbero state inserite persone vicine all'ingegnere Guglielmo La Regina, uomo 'chiave' di tutta l'inchiesta. Il tutto in cambio di promesse di somme di denaro o di altri incarichi sempre all'interno del "sistema La Regina". Ma il giro d'affari - fanno sapere dalla Procura - "è da considerarsi più elevato". Sommese, in particolare, è ritenuto dagli inquirenti colui che garantiva l'erogazione dei fondi regionali. In manette anche Claudio Borrelli, direttore di Adisu - l'azienda per il Diritto allo studio all'università di Caserta, e Adele Campanelli, che dal 2010 è alla guida della Soprintendenza Archeologica regionale.

C'è anche il presidente della Fondazione Banco di Napoli, il prof.

Amministratori locali, funzionari pubblici, imprenditori, professori universitari, commercialisti, ingegneri e "faccendieri". Tra gli appalti oggetto al centro dell'indagine la realizzazione del nuovo museo archeologico dell'area flegrea napoletana nei padiglioni 7 e 8 della Mostra d'Oltremare a Napoli, il restauro di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, l'impianto di cremazione al cimitero di Pompei.