Mertens: "Sono un nove. A Napoli calcio pazzesco"

Mertens:

Come ha spiegato, deriva dal profondo legame che hanno lui e sua moglie Juliet con i cani, ma c'è dell'altro. Lui era qualcosa di veramente speciale. "Ma so che bisogna lavorare sodo e che c'è ancora tanto da fare". E 'pazzesco, è davvero pazzesco. "Anche lei guarda le partite". Quando vivevo in Olanda ero spesso davanti alla tv, si cenava alle 6 o alle 7 e alle 8 terminava già la giornata. Ti amano per quello che sei, mentre la gente ti tratta bene perchè sei un personaggio famoso. Sull'infanzia: "Non avevo davvero alcun idolo nel calcio perché ero sempre fuori". Il parallelo è fatto dalla "Gazzetta dello Sport": l'analogia nasce dai molti gol segnati e dalla possibilità di lasciare il Napoli nel prossimo mercato. Il belga ha segnato 26 reti in stagione, da centravanti si è imposto all'attenzione dei grandi club europei e ora avanza pretese per un ingaggio importante visto che deve rinnovare il suo contratto in scadenza nel 2018. A casa dei miei genitori, la televisione non la vedevo mai. A volte si preferisce rimanere all'Anderlecht e sedersi in panchina per due o tre anni e pensare, 'posso dire di aver giocato per l'Anderlecht, non ho intenzione di andare in seconda divisione.' Ma a volte fare un passo indietro, giocare più partite ed essere importante per un'altra squadra può indicare che tu sei in grado di poter crescere, di poter fare quel passo in avanti necessario. E questo è qualcosa che, di sicuro, si sta andando a perdere. E, forse, definisce se stesso in quanto calciatore e uomo: "Non è tanto importante credere in qualcosa come la religione, io per esempio credo nella felicità". Napoletani sono sempre al di fuori. Poi, dopo cena, si va a letto, o si va a leggere un libro. A 18 anni giocavo con compagni di squadra che erano più bravi di me e avevano più talento. Mio padre ha fatto un campo vicino a casa nostra per noi per giocarci. "E' diverso, non lo so, penso che mi piace più vivere questo modo".

Mertens dispensa inoltre consigli dimostrando una grandissima maturità: "Vorrei provare ad insegnare alle persone di credere sempre nei propri mezzi". Dries la racconta facendo anche un discorso di evoluzione calcistica generale: "Credo di sapere cosa pensa la gente parlando di falso nueve. Il calcio è cambiato, penso che, visti i gol di quest'anno, possiamo anche togliere falso e dire soltanto nove".