Alta tensione in Siria, Mosca minaccia: "Jet Usa potenziali bersagli"

Alta tensione in Siria, Mosca minaccia:

Pertanto, l'abbattimento del velivolo sarebbe avvenuto "nel rispetto delle regole di difesa della coalizione". "La coalizione non punta a combattere con il regime siriano, la Russia o le forze pro-regime, ma non esiterà a difendere la coalizione e i suoi partner da ogni tipo di minaccia", spiegava una nota. La Russia, attraverso il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, si era detta subito "preoccupata" per l'abbattimento, aveva chiesto a "tutti" di evitare "azioni unilaterali", aveva messo in guardia Washington da nuovi attacchi alle forze governative siriane e aveva esortato il Paese a "rispettare la sovranità e l'integrità territoriale della Siria". L'abbattimento dell'aereo militare di Assad, spiega la Russia, è "una cinica violazione della sovranità della Siria, una violazione flagrante del diritto internazionale e una aggressione militare contro la repubblica siriana".

In seguito all'abbattimento del jet siriano Su-22 da parte delle forze Usa, Mosca ha inoltre denunciato che gli americani non hanno usato il canale di comunicazione dedicato in occasione dell'abbattimento del caccia siriano. "La cooperazione con la parte americana nel corso dell'operazione in Siria è terminata", ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca.

Il comunicato diffuso oggi, lunedì 19 giugno, da Mosca dice: "Qualsiasi aeromobile, inclusi gli aerei e droni appartenenti alla Coalizione internazionale (quella a guida americana che combatte l'IS, ndr) che opera ad ovest del fiume Eufrate, sarà monitorato dalle forze anti-aeree russe nel cielo e sulla terra e trattato come [potenziale] obiettivo". Il pilota, afferma Damasco, è "disperso".

Secondo lui, il conflitto può avanzare molto e quindi è necessario, il più presto possibile, organizzare un incontro di diplomatici delle parti interessate. Le forze di Damasco, anch'esse impegnate contro l'Isis, hanno compiuto una rapida avanzata nelle ultime settimane, arrivando ad una decina di chilometri a sud della base militare di Tabqa, controllata dai curdi.