Comune di Bergamo e Caritas insieme per la Giornata mondiale del rifugiato

Comune di Bergamo e Caritas insieme per la Giornata mondiale del rifugiato

La mattinata di formazione, che sarà aperta alla partecipazione della stampa, sarà utile per comprendere meglio il vissuto e le aspettative di chi giunge in Italia e viene inserito in un progetto S.P.R.A.R., e sarà costellata dalle testimonianze di chi da rifugiato vive oggi a Lecce.

Le giornate dedicate al tema della migrazione avranno inizio il giorno 15 giugno con una giornata di porte aperte al Centro Sociale per donne e minori di Ururi: il Servizio Centrale dello SPRAR, in collaborazione con UNHCR, ha promosso per quest'anno una Giornata di Porte Aperte realizzata a cura dei progetti territoriali SPRAR per facilitare l'interazione tra rifugiati, operatori e comunità locali e riaffermare il valore dell'impegno e della solidarietà. Nel mondo ogni 3 secondi 1 persona è costretta ad abbandonare la propria casa - meno del tempo necessario per leggere questa frase. Al Teatro greco di Siracusa, lunedì 19 giugno alle 20,30, è in programma una serata all'insegna del teatro, della musica, della poesia e della danza con alcuni tra i più grandi artisti italiani e internazionali. Lo screening sanitario ha rivelato la presenza di traumatizzati, difficoltà respiratorie, e ferite causate dai pestaggi cui sono sottoposti diversi migranti durante la loro permanenza in Libia, come ha rivelato Gabriele Eminente, responsabile di "Medici senza frontiere Italia". Circa mezzo milione di altri rifugiati hanno potuto fare ritorno nei loro Paesi di origine e circa 6,5 milioni di sfollati interni sono tornati nelle loro zone - anche se molti lo hanno fatto in situazioni non ideali, restando quindi in condizioni di incertezza.

L'Unhcr stima che, alla fine del 2016, almeno 10 milioni di persone risultavano prive di nazionalità o a rischio apolidia.

La Siria è ancora il Paese con il numero più alto di persone in fuga: 12 milioni di individui (quasi due terzi della popolazione) sfollati interni al Paese o fuggiti all'estero come rifugiati o richiedenti asilo.

L'iniziativa vuole essere un momento di festa - che tra l'altro cade nel decennale del lavoro di gestione dello SPRAR a Salerno da parte dell'ARCI - ma anche di riflessione e di sensibilizzazione rispetto alla questione immigrazione, troppo spesso strumentalizzata e ridotta ad una narrazione basata unicamente su luoghi comuni e slogan che incitano all'odio e alimentano razzismo e xenofobia.