Corona in aula alla fidanzata: "Sei unica"

Corona in aula alla fidanzata:

Lo ha deciso il tribunale di Milano al termine dell'ennesimo processo (in primo grado) che ha visto come imputato l'ex re dei paparazzi, reo di aver nascosto al Fisco gli ormai famosi 2,6 milioni di euro in contanti: parte nel controsoffitto dell'abitazione della sua collaboratrice Francesca Persi (condannata a tre mesi) e parte in una banca austriaca.

Corona, condannato ad un anno (ha scontato già otto mesi di reclusione), è stato assolto perché "il fatto non sussiste" dai reati più gravi: intestazione fittizia dei beni e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione.

Fabrizio Corona è stato condannato a un anno per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. "Mi auguro, anche io, che tutto vada bene - chiosa - ma vi invito a non divulgare notizie false perché in fondo i suoi amici e i suoi fans andranno comunque avanti con la propria vita, il mio piccolo no, il mio piccolo vuole vedere il padre fuori e in caso contrario ci soffre". Fabrizio Corona, con un urlo di giubilo, si è rivolto così al suo avvocato Ivano Chiesa, abbracciandolo, dopo la sentenza pronunciata dai giudici del Tribunale di Milano.

LA VOLTA CHE AVEVA PERSO LE STAFFE: Solo qualche giorno l'episodio con l'ex re dei paparazzi che aveva urlato "Vergogna, voglio giustizia" ed era stato espulso dal presidente del collegio giudicante.

FABRIZIO CORONA CONDANNATO: LE LACRIME DI SILVIA PROVVEDI - Silvia Provvedi, cantante del duo musicale 'Le Donatelle', scoppia a piangere ascoltando le dichiarazioni spontanee di Fabrizio Corona prima della sentenza attesa dalle 14 e 30 di oggi. Lui esulta in aula, Silvia Provvedi si commuove.

A questo punto Corona "resta in carcere perché il Tribunale di sorveglianza ha revocato il suo affidamento - ha spiegato il suo legale -, ma, essendo venuto meno il mandato di cattura, le cose cambiano di molto". Lei ha detto: "E' uscita la verità, le accuse sono cadute nel nulla ora spero che esca molto presto dal carcere. Se non avessi chiamato io la polizia non avrebbero mai trovato i contanti e non saremmo qui", aveva dichiarato alla vigilia della sentenza. Già sei mesi fa avevo detto che non esisteva il reato di intestazione fittizia e che Fabrizio non c'entra niente con la mafia e nemmeno con la criminalità organizzata.

E questa era l'accusa che ad ottobre riportò in cella Corona, che all'epoca si trovava in affidamento al servizio sociale.