NASA: Scoperti mondi alieni abitabili esterni al Sistema Solare

NASA: Scoperti mondi alieni abitabili esterni al Sistema Solare

IL SUMMIT All'incontro, che si terrà presso il centro di ricerca Ames della NASA nella California della Silicon Valley, parteciperanno Mario Perez (ricercatore Nasa a Washington del programma Kepler); Susan Thompson (ricercatrice Nasa presso il SETI Institute di Mountain View in California); Benjamin Fulton (ricercatore presso le Università delle Hawaii a Manoa e al Caltech, California Institute of Technology a Pasadena) e Courtney Dressing (collega di Carl Sagan).

Sempre grazie ai dati di Kepler, un secondo gruppo di ricerca è riuscito a misurare con precisione migliaia di pianeti, dividendo poi quelli più piccoli in due tipologie principali: quelli rocciosi grandi quanto la Terra e quelli gassosi più piccoli di Nettuno. Nei dati raccolti durante la sua missione, Kepler ha rilevato centinaia di pianeti e candidati allo status di pianeta, che variano per dimensioni e distanze orbitali dalle proprie stelle madri.

I nuclei rocciosi dei pianeti si formano da pezzi più piccoli, e poi la gravità del protopianeta attira l'idrogeno e l'elio.

Per trovare i pianeti, Kepler utilizza il metodo di transito: il telescopio spaziale ha tracciato le stelle per un lungo periodo di tempo in modo che gli scienziati avrebbero potuto identificare la variazione di luminosità per un breve periodo, cosa che suggerirebbe il transito di un pianeta. Finora, gli scienziati della NASA hanno utilizzato Kepler per identificare circa 50 pianeti di dimensioni terrestri nelle "zone abitabili" delle loro stelle, dove non è troppo caldo e non troppo freddo. Ad oggi il numero si è attestato a quota 4.034. Ma cosa ci diranno di così interessante gli astrofisici della Nasa? Ogni stella messa sotto osservazione, infatti, ospita una serie di pianeti che le orbitano intorno. Dieci di quegli esopianeti sembrano possedere dimensioni simili a quelle della Terra e si trovano alla giusta distanza dal loro Sole per poter sviluppare teoricamente la vita.

Isabella Pagano, astrofisico dell'Osservatorio di Catania, commenta gli ultimi dati della Nasa: "Ho letto la press release, è quello che mi appare più importante èil fatto che hanno rianalizzato tutti i dati di Kepler (anche quelli vecchi) rendendo più solide le conclusioni". Quelli attualmente in servizio permanente effettivo non bastano. Nell'ottobre 2018 sarà lanciato il telescopio spaziale James Webb, un "mostro" di quasi sette metri di diametro, il successore scientifico di Hubble, che tante soddisfazioni ha già dato.

Per ora la Nasa ne ha verificati solo 30 con queste conduzioni.