Brexit: oggi a Bruxelles avvio ufficiale dei negoziati

Brexit: oggi a Bruxelles avvio ufficiale dei negoziati

Tra i giuristi non c'è unanimità di pensiero. Non è facile, poi, andare a spiegare al proprio elettorato che: "si esce dall'Unione Europea e contemporaneamente dobbiamo anche pagare un alto pegno di tipo economico"! Una sconfitta su tutta la linea per la politica della May.

Dopo aver ricordato i tragici eventi a Londra e in Portogallo, il ministro britannico ha aggiunto: "Sono i tempi difficili come questi che ci ricordano i valori e la determinazione che condividiamo con i nostri più stretti alleati in Europa: quello che ci unisce è più di quello che ci divide". La Gran Bretagna, inoltre, intende mantenere "relazioni forti" con l'UE dopo la Brexit, ma si riserva di realizzare accordi commerciali globali autonomi. Ma cosa significa tutto questo?

I giuristi si sono perciò lanciati in speculazioni varie.

THERESA MAY: TORIES IN SUBBUGLIO - In un momento in cui le elezioni generali hanno rimesso in discussione tutte le certezze di Theresa May, che per governare avrà bisogno di contare su un'alleanza con gli Unionisti nordirlandesi che già appare piuttosto fragile, alla Premier non occorrono di certo mal di pancia interni che i Tories però stanno lamentando ormai da diversi giorni, soprattutto nell'ala oltranzista anti-europea.

Ma non è solo questo dettaglio, pur se rilevante: la realtà è che in questo parlamento non esiste una maggioranza favorevole ad una uscita netta e "dura" dalla Ue, così come non esisteva nel precedente. Intanto il tempo passa, e il 29 marzo 2019 si avvicina: il Regno Unito non ha niente in mano, e la bomba che si è installata sul petto esploderà fra meno di due anni, come previsto dall'articolo 50. Una cifra comunque esigua se si pensa che gli effetti della Grande Crisi hanno fatto aumentare il debito della Gran Bretagna ai suoi attuali livelli dal 35,5% nel 2007-08.

Dietro la cautela giuridica c'è una preoccupazione politica. Si trincererà su posizioni oltranziste per nascondere la loro debolezza?

Il governo Tory, "indebolito e diviso", non ha più l'autorità di negoziarla, taglia corto oggi Corbyn sul Mirror, offrendo in alternativa una ricetta targata Labour che mirerebbe a salvare per quanto possibile "i benefici del mercato unico e dell'unione doganale". L'Unione si trasformerebbe in un tavolo negoziale permanente, senza alcuna certezza delle regole applicabili. May ha riassunto il suo piano in tre modi: "Brexit significa Brexit", che non vuol dire niente; "nessun accordo è meglio di un brutto accordo", che non è semplicemente vero; "vogliamo una Brexit rossa, bianca e blu" (i colori della bandiera del Regno Unito), frase che non risulta di facile commento senza abbassare il registro linguistico. Nell'Unione si sta anzitutto perché si condividono ideali e valori e non solo perché conviene economicamente.