La Corte Ue contro i vaccini

La Corte Ue contro i vaccini

Per i giudici della Ue, la vicinanza temporale tra la somministrazione del vaccino - probabilmente difettoso - e l'insorgenza della malattia, l'assenza di precedenti personali e familiari e "l'esistenza di un numero significativo di casi repertoriati di comparsa di tale malattia a seguito di simili somministrazioni" possono costituire indizi sufficienti a formare una simile prova anche "in mancanza di consenso scientifico".

In mancanza di consenso scientifico, il difetto di un vaccino e il nesso di causalità tra il difetto stesso e una malattia possono essere provati con un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti.

"La decisione della Corte Ue apre ora la strada ad un enorme contenzioso in Italia, considerato che solo al Codacons, negli ultimi mesi, sono giunte oltre 2.500 segnalazioni di possibili effetti negativi dei vaccini pediatrici sulla salute dei bambini", spiega il presidente Carlo Rienzi.

Precisamente "il giudice, in mancanza di prove certe e inconfutabili, può concludere che sussistono un difetto del vaccino e un nesso di causalità tra quest'ultimo e una malattia sulla base di un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti, qualora tale complesso di indizi gli consenta di ritenere, con un grado sufficientemente elevato di probabilità, che una simile conclusione corrisponda alla realtà". ". Mister W, fra il 1998 e il 1999 si fece vaccinare contro l'epatite B: poco dopo ha iniziato ad accusare vari e diffusi disturbi fisici finché nel 2000 gli è stata diagnosticata la sclerosi multipla". Il sig. W è deceduto nel 2011. Per denunciare un rapporto di causa-effetto tra la vaccinazione e la malattia non serve il pronunciamento scientifico e nemmeno la prova certa che la patologia sia stata causata direttamente dalla somministrazione del vaccino. Fin dal 2006, insieme alla sua famiglia, l'uomo ha promosso un'azione giudiziaria contro Sanofi Pasteur per ottenere il risarcimento del danno che affermava di aver subìto a causa dell'ipotizzato difetto del vaccino.

Le motivazioni di questa sentenza riguardano il caso del "sig". Non hanno cioé affermato che il vaccino é stato la causa dell'insorgenza della sclerosi multipla. A dirlo è la Corte di giustizia delle Comunità europee che si è espressa in via pregiudiziale in una causa tra un cittadino francese e la Sanofi Pasteur.

Infatti, un regime probatorio del genere non è tale da comportare un'inversione dell'onere della prova gravante sul danneggiato, poiché spetta a quest'ultimo dimostrare i vari indizi la cui compresenza permetterà al giudice adito di convincersi della sussistenza del difetto del vaccino e del nesso di causalità tra il difetto e il danno subìto. Questo a condizione che gli indizi prodotti siano sufficientemente gravi, precisi e concordanti. Infine la sentenza che ha ribaltato le precedenti della Corte d'appello di Parigi e della Corte di cassazione francese facendo valere la responsabilità del produttore e richiamando le direttive europee sulla sicurezza e la salute dei consumatori per una "giusta ripartizione dei rischi insiti nella produzione tra il danneggiato e il produttore".