Bosetti ai giudici: "Yara poteva essere mia figlia"

Bosetti ai giudici:

"Poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi - ha detto Bossetti -, neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà". "Pensate però come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali", ha detto, leggendo alcuni fogli estratti da una cartella rossa.

"Confido che finalmente sia fatta Giustizia e io possa tornare a riabbracciare i miei cari da uomo libero e innocente quale sono, anche se ho una vita stravolta e comunque segnata per sempre".

Spetterà ai giudici ripercorrere la lunga inchiesta, dal 26 novembre 2010 - giorno della scomparsa della ginnasta a Brembate di Sopra (Bergamo) - fino all'arresto di Bossetti. "Seguiremo" - ha confermato l'avvocato Andrea Pezzotta, parte civile con il collega Enrico Pelillo - "la linea del primo grado". Nessuno ha chiesto la perizia psichiatrica per me perché altrimenti sarebbe emerso che sono una brava persona, non ho mai fatto male a nessuno. Assolverlo. Oppure rimandarlo a giudizio in un processo con una perizia sulla prova del Dna. Non sono io l'assassino, mettetevelo in mente.

Massimo Giuseppe Bossetti parla in Aula alla vigilia della sentenza di Appello nel processo per la morte di Yara Gambirasio. Quella traccia biologica - prova granitica per i giudici di primo grado - è l'elemento intorno a cui ruota l'intero caso. "Io gli rispondo che il papà deve uscire da dove sono entrati loro a testa alta", le parole dell'imputato. "Quel Dna non è suo, non c'è stato nessun match, ha talmente tante criticità - 261 - che sono più i suoi difetti che i suoi marcatori", per i difensori Claudio Salvagni e Paolo Camporini che chiedono di risolvere l'"anomalia" con un accertamento alla presenza delle parti. Indizi che la difesa respinge.

La 13enne è stata trovata senza vita in un campo incolto a Chignolo d'Isola, una zona che il muratore di Mapello conosceva per lavoro. Anni di indagini, con il fermo del marocchino Mohamed Fikri, poi risultato estraneo al delitto, la scoperta del Dna di Ignoto 1 trovato sul corpo di Yara; decine di migliaia di campioni prelevati nel Bergamasco e non solo, fino al giugno del 2014, quando si arrivò all'individuazione del profilo genetico di Ester Arzuffi, madre di Bossetti: la comparazione tra il Dna della donna e quella del figlio portò al fermo del muratore, il 16 giugno di tre anni fa. Oggi a stabilire la verità saranno i giudici.