Mika, niente Sanremo ma tanti progetti per il prossimo futuro

Mika, niente Sanremo ma tanti progetti per il prossimo futuro

Condurre il Festival di Sanremo "sarebbe un enorme onore ma non lo faro'". Con le mie tempistiche come riuscirei a farlo? Nei giorni scorsi infatti il cantante libanese, in un'indiscrezione di Davide Maggio, era stato dato come possibile conduttore del prossimo Festival di Sanremo 2018 insieme a Pippo Baudo e Virginia Raffaele.

Dal momento in cui il Festival di Sanremo 2018, esattamente come gli altri anni, andrà in onda a febbraio, i tempi iniziano a farsi piuttosto stretti per poterlo preparare come si deve. "Io non sono un conduttore, quello è un mestiere che altri fanno molto meglio di me, potrei farlo solo nel mio stile, e richiederebbe tempo per prepararlo", spiega senza giri di parole.

Il cantante ha però confermato che a cavallo tra ottobre e novembre, su Rai2, arriverà la seconda edizione di Stasera Casa Mika a cui sta lavorando già da due mesi e si sta già registrando. Quest'anno ci sarà anche una mini fiction, scritta da Ivan Cotroneo (anche guida del team di autori del programma, più ampio quest'anno, ndr), che influenzerà quello che succede nello show e viceversa.

Il suo impegno sul piccolo schermo non gli ha fatto mettere da parte la sua vera professione e passione, la musica e sui progetti in questo campo ha detto: "Sto dividendo il mio tempo fra la musica e gli altri progetti".

Un progetto che si svilupperà in quattro puntate "come un musical che ha una sua storia dall'inizio alla fine e dove tutto è curato nel dettaglio: dai miei costumi ai più piccoli loghi che vedrete. Una formula diversa rispetto a quella dell'anno precedente perché anche format che vince può cambiare". Un cambiamento che, quando diventa "contaminazione", può produrre effetti "super", dice l'artista al quale è anche arrivata anche la richiesta di sviluppare un programma sulle conversazioni in esterna, presenti nella prima edizione dello show, tra lui in veste di tassista e i clienti che salivano sulla sua auto. Gli brillano gli occhi quando parla delle sue idee e del suo futuro. "Come all'estero di Beirut molti hanno ancora solo l'immagine degli Hezbollah così è più facile vendere la versione Gomorra di Napoli, che comunque è una serie fatta benissimo, non ne ho persa una puntata". Elegante e un po' imbarazzata, Margherita Buy gioca invece tutto sull'autoironia.