Musica: Umbria Jazz vola ancora in Cina per due festival

Musica: Umbria Jazz vola ancora in Cina per due festival

Nel 2017 non è possibile godere di un concerto dei Beach Boys come fossimo nei gloriosi Sixties, ma è possibile arrivarci con l'immaginazione e sentirsi appagati dall'abbraccio di quello stanco signore che ha letteralmente scritto una parte fondamentale della storia della musica, un artista che ancora si nutre di quell'infinita passione e che sa ancora scuotere il suo pubblico. Lo scorso anno abbiamo venduto 29611 biglietti; quest'anno supereremo i 21mila. "Ricordo poi che c'era l'esclusiva italiana dei Kraftwerk, Brian Wilson, che a Roma fa 900 paganti e a Perugia 2500, con la concomitanza degli U2 e Robin Williams". "La Regione Umbria possiede il marchio e sostiene convintamente Umbria Jazz.".

La Regione farà un tentativo L'assessore regionale Fernanda Cecchini - a precisa domanda di umbriaOn - ha comunque assicurato che la Regione farà un tentativo per armonizzare le date: "Nonostante la sovrapposizione entrambi gli eventi sono andati benissimo". Certo, se ci saranno delle coincidenze positive, chiameremo nuovamente artisti come Mika e Lady Gaga.

I numeri Umbria Jazz 17 si conclude oggi e va in archivio un'edizione che ha dovuto affrontare situazioni nuove, certamente non esenti da problematiche. Non sono compresi in queste cifre i jazz lunch e jazz dinner. Grande coinvolgimento anche degli artisti, che hanno commentato, retwittato e condiviso contenuti sui propri canali social.

La parola orgoglio Gli organizzatori usano la parola 'orgoglio' per aver portato oltre 2300 spettatori all'arena Santa Giuliana per ascoltare la leggenda Wayne Shorter: "Il successo di un concerto così importante e difficile nello stesso tempo - recita il comunicato - è motivo di seria riflessione sul ruolo leader, sempre più forte, che il festival ricopre nel movimento jazzistico europeo e non solo".

Per quanto riguarda il pubblico pagante, "c'è stata una leggera flessione". L'annuncio è stato dato durante il festival, in corso a Perugia fino al 16 luglio: "Se il jazz è diventato popolare in tutto il mondo perché non può esserlo anche in Cina?", ha detto il direttore artistico di Umbria jazz, Carlo Pagnotta, annunciando la collaborazione di Umbria jazz (che nel 2016 a Chengdu aveva organizzato in Cina il primo festival) con altre due grandi città cinesi. "Avendo più tempo a disposizione, rispetto a quest'anno, pensiamo che in futuro si potrà ragionare insieme per modellare ancora meglio queste misure sulla realtà del festival". Con questa iniziativa, Regione Umbria, Fondazione Umbria Jazz, Università per Stranieri e Agenzia per il diritto allo studio - è stato sottolineato - hanno voluto testimoniare il grande investimento culturale verso la Cina e la forte volontà di accoglienza e di scambio con la cultura cinese in Umbria. Ricordiamo sia il generoso concerto di Pat Metheny ad Assisi il 4 maggio che l'altrettanta generosa performance del presidente, Renzo Arbore, e degli altri artisti italiani nel "prologo" del week end 1-2 luglio in piazza San Benedetto.