Premio Bancarella 2017: vince lo scrittore padovano Matteo Strukul con "I Medici"

Premio Bancarella 2017: vince lo scrittore padovano Matteo Strukul con

"Non ci credo.", ha dichiarato il vincitore. "Una dinastia al potere" (Newton Compton), primo volume della fortunata tetralogia di romanzi storici che ha per protagonista la dinastia fiorentina.

GIURIA. Presidente del Premio Bancarella 2017 era lo scrittore emiliano Marcello Simoni, vincitore nel 2012 con Il mercante di libri maledetti (Newton Compton). Strukul ha dedicato la vittoria conquistata con 109 voti, 39 in più rispetto al secondo classificato, allo scrittore Sergio Altieri, recentemente scomparso. Nella sestina finalista c'erano anche Alessandro Barbaglia con La locanda dell'ultima solitudine (Mondadori), Valeria Benatti con Gocce di veleno (Giunti), Cristina Caboni con Il giardino dei fiori segreti (Garzanti), il coreano Jung-myung Lee con La guardia, il poeta e l'investigatore (Sellerio) e Lorenzo Marone con Magari domani resto (Feltrinelli).

Si tratta della prima volta per un padovano, che va a fare compagnia a una ristretta quanto selezionata compagnia di veneti: da Giuseppe Berto nel 1974 a Giorgio Saviane nel '77, cui si aggiungono Giulio Bedeschi nel 1964, Cesare Marchi nell'88 e Stefano Zecchi nel 1996.

Il Premio Bancarella a Matteo Strukul con "I Medici".

Il Premio Bancarella, arrivato alla sua 65esima edizione, è un premio letterario che nasce nel 1953 a Mulazzo ed il primo scrittore ad ottenerlo è stato Ernest Hemingway con il libro Il vecchio e il mare (Mondadori). Il romanzo e l'intera serie hanno suscitato da subito la passione del pubblico e l'interesse di grandi editori internazionali: la trilogia ha venduto oltre 250 mila copie solo in Italia ed è stata tradotta in tredici lingue. Sono esclusi i vincitori delle ultime cinque edizioni.

ANITA TARANTOLA. Infine, un toccante ricordo di Annita Tarantola, libraia di Belluno che ha speso tutta la sua vita fra letture, autori e Premio Bancarella; la gerla d'oro ad Albina Panassi, moglie di Angelo Panassi, Presidente dell'unione librai delle bancarelle purtroppo assente per gravi motivi di salute; il doveroso saluto a Letizia Leviti che ci ha lasciato un anno fa. Sui prati dell'Appennino si svolgeva l'assegnazione delle zone in cui vendere, in modo da evitare una concorrenza inutile.