Pensioni, Boeri: "Lo stop all'adeguamento è pericolosissimo e costerà 141 miliardi"

Pensioni, Boeri:

Il presidente dell'Inps, è intervenuto dopo quanto evidenziato dalla Ragioneria dello Stato, con il loro rapporto sul sistema pensionistico, in cui è stato evidenziato che la cancellazione dell'adeguamento automatico alla speranza di vita sarebbe un provvedimento troppo rischioso per i conti pubblici, con un'incidenza maggiore della spesa pensionistica sul prodotto interno lordo.

"È pericolosissimo toccare" il meccanismo che adegua l'età di pensionamento all'aspettativa di vita, "perché può avere sia effetti in avanti che all'indietro" spiega Boeri al Gr1 Rai, ricordando che guardando avanti ci sarebbe un "aggravio di spesa" che "noi stimiamo in 141 miliardi di euro". Le generazioni che hanno già vissuto questo adeguamento, per esempio con l'aumento dell'età pensionabile di quattro mesi nel 2016, o prima ancora, di tre mesi nel 2013, direbbero: "ma perché noi abbiamo dovuto pagare?". Il presidente Inps Boeri è convinto che ci sarebbero con un intervento di congelamento dell'automatismo sull'età, conseguenze sul passato e sul futuro.

La nostra scommessa è che, come al solito, sulle pensioni si giocherà al regalino elettorale demagogico: probabilmente in legge di Bilancio troveranno un modo per congelare l'aumento dell'età pensionabile, per poi farlo rientrare dalla finestra dopo le elezioni. Secondo Boeri, se una persona "percepisce la pensione più a lungo, perchè si vive più a lungo, è giusto anche che contribuisca più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere".

Il nuovo decreto, ormai pronto, ha subito delle modifiche basandosi su osservazioni che sono state mosse dal Consiglio di Stato. Lo spiega il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, in una nota.

La Ragioneria Generale dello Stato ha richiesto che non scatti l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni previsto per il 2019. Mentre per la Cisl, Maurizio Petruccioli ritiene il rinvio dello scatto automatico un fatto: "Necessario e sopportabile che "trova un consenso trasversale anche nelle forze parlamentari che giudicano necessario ed utile mitigare la rigidità delle regole previdenziali ed alleggerire la condizione di milioni di lavoratrici e di lavoratori che fanno lavori diversi per usura e retribuzione"". Sarà dunque pensione di vecchiaia a 67 anni.

Negli incontri fra le sigle sindacali e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si era registrata un'apertura per fare qualcosa sull'aumento dell'età pensionabile, previsto per il 2019 a causa del meccanismo di automatismo previsto per legge. La Ragioneria generale dello Stato nel Report sulle Pensioni è netta. La Ragioneria generale dello Stato (Rgs) nel rapporto integrale 'Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico', spiega: "Dal confronto con la normativa vigente, emerge fin 2021, con un profilo crescente che arriverebbe a circa 0,8 punti di Pil nel 2033".