Consip, il pm Woodcock indagato anche per falso

Consip, il pm Woodcock indagato anche per falso

Adesso il caso Consip 'abbraccia' anche il pm Woodcock, indagato per falso in concorso con l'ufficiale del Noe Gianpaolo Scafarto. Secondo quanto scrivono Il Corriere della Sera, il Messaggero e il Mattino, sarebbe stato Scafarto a tirare in ballo il magistrato napoletano, già accusato di violazione del segreto d'ufficio.

Se infatti dai tempi di Mani Pulite i cittadini avevano individuato in una classe politica "corrotta ed inefficiente" i guai presenti, passati e futuri di una nazione ora il campo di allarga fino ad includere altri settori dello Stato, considerati finora come un baluardo nei confronti della politica. Quella scelta - avrebbe raccontato Scafarto agli inquirenti romani durante l'interrogatorio di garanzia - non fu sua, ma "indotta" dal pm.

L'inchiesta Consip, nata per svelare un sistema di appalti "sospetti" legati alla centrale unica degli acquisti della pubblica amministrazione, sta facendo luce su presunti comportamenti anomali di alcuni inquirenti. "Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano". Arriviamo a Renzi', avrebbero detto il maggiore Scafarto e il capitano Ultimo alla dottoressa Musti.

Intanto De Caprio dice di non aver parlato mai con nessuno di Matteo Renzi, nemmeno con la procuratrice Musti, e non aver effettuato mai accertamenti con finalità politiche.

Il procuratore generale di Napoli Luigi Riello, ascoltato dal Csm nell'ambito del fascicolo per valutare l'incompatibilità ambientale di Woodcock, ha spiegato alla prima commissione che "questo è quanto emerge dalle dichiarazioni del capitano, che naturalmente sono da valutare in sede penale".

La vicenda Consip ci mostra una inquietante contrapposizione tra magistratura e carabinieri che non può non nuocere gravemente all'idea che il cittadino ha dello Stato, soprattutto di diritto. "Le notizie che arrivano sono davvero preoccupanti per tutti noi, per la nostra democrazia", ha detto l'altro esponente del governo. "Credo che ci sia bisogno di stabilire la verità - ha affermato - perché la democrazia vive solo se si stabilisce la verità dei fatti". "Aspettiamo di vedere le verifiche - ha concluso - ma certamente le notizie sono inquietanti".