Targa per bimba uccisa dai partigiani, è polemica

Targa per bimba uccisa dai partigiani, è polemica

"Dopo aver letto la storia di Giuseppina Ghersi - ha raccontato - ho pensato che bisognava fare qualche cosa per ricordare una bambina di 13 anni uccisa senza motivo". Troppo, probabilmente, per un popolo che ha sempre rifiutato di riconoscere il fascismo in sé - l'autobiografia della nazione di cui parlava Piero Gobetti, o l'inconscio degli italiani di cui parlava lo stesso Mussolini - ma che ha sempre preteso di riconoscere, di combattere e di reprimere il fascismo "degli altri", negli altri, e che oggi si contende le spoglie di una bambina morta settant'anni fa - per nasconderle o per esporle in ostensione - come estremo tentativo di rimozione o di autoassoluzione. Con un padre partigiano, "in montagna per diciotto mesi", Pollero ha sottolineato la volontà di ricordare la vittima e "non chi ha combattuto dalla parte sbagliata". Anche il sindaco, medaglia d'oro della Resistenza, è dalla sua parte. "Contrari al progetto dell'amministrazione comunale di Noli di erigere un cippo in memoria della Brigatista Nera Giuseppina Ghersi - scrivono dall'Anpi di Savona, in una nota - La pietà per una giovane vita violata e stroncata non allontana la sua responsabilità per la scelta di schierarsi ed operare con accanimento a fianco degli aguzzini fascisti e nazisti che tante sofferenze e tanti lutti hanno portato anche nella città di Savona e nella provincia". "E se qualcuno vuole fare davvero qualcosa per la sua memoria dovrebbe vigilare ed agire per impedire che il fascismo risollevi la testa, come invece sta accadendo in questi tempi in cui organizzazioni neofasciste e razziste operano seminando ancora odio in Italia ed in Europa".

Agenpress - "Giuseppina Ghersi al di là dell'età era una fascista Eravamo alla fine della guerra è ovvio che ci fossero condizioni che oggi ci appaiono incomprensibili". Dopo queste dichiarazioni, alcune sezioni dell'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani si è nettamente dissociata: "Non possiamo condividere l'ostilità a una iniziativa, come quella del Comune di Noli, che si limita a rendere la dovuta memoria a una vittima innocente degli eccessi della guerra di Liberazione".

Ma le proteste si sono estese anche al luogo in cui verrà sistemata la targa, una piazza dedicata ai fratelli Rosselli, assassinati nel 1937 da un gruppo dell'organizzazione parafascista francese 'La Cagoule'. Per i dirigenti del Pd Giacomo Vigliercio, segretario provinciale, e Barbara Pasquali, segretario cittadino di Savona, il giudizio "è certamente di condanna contro le torture, le violenze e la fucilazione di una ragazzina di 13 anni".