Addio a Eugenio Bersellini

Addio a Eugenio Bersellini

È morto a Prato l'allenatore Eugenio Bersellini (nella foto con Romeo Anconetani). Se il suo nome, nella prima esperienza blucerchiata, è legato anche alla quasi inevitabile retrocessione del 1976-77 (ma l'anno prima era arrivata una miracolosa salvezza grazie alla vittoria nell'ultima giornata contro il Napoli), il suo ritorno a Genova fu un vero e proprio momento catartico, come per sdebitarsi rispetto a quanto accaduto in precedenza.

All'Inter (di Ivanoe Fraizzoli) era arrivato nel 1977, vincendo subito la Coppa Italia (poi doppiata nel 1982). Era un grande conoscitore di calcio e ha scritto pagine importanti del pallone italiano anche con la Sampdoria, l'Avellino, l'Ascoli e il Como. Nei cinque anni trascorsi all'Inter, dove approdò dopo la fine della prima esperienza genovese, conquistò uno scudetto che mancava da tanti, troppi anni, cercò invano di portarsi dietro il suo vecchio pupillo Alviero Chiorri e raggiunse una semifinale di Coppa dei Campioni battuto dal Real Madrid. Dal 1982 al 1984 allena il Torino e nelle due stagioni successive di nuovo la Sampdoria. Poi è tornato nelle serie minori: in C1 a Como (1990-1991), in B a Modena (1991-1992), a Bologna (1992-1993), e a Pisa (da febbraio a giugno del 1994) e poi ancora in C1 con due anni al Saronno (1995-1997).

Il sergente di ferro se n'è andato, il mondo del calcio è in lutto.