Lampedusa, il sindaco Martello: "Via i tunisini dall'Isola, creano panico e terrore"

Lampedusa, il sindaco Martello:

"L'allarme del sindaco di Lampedusa non deve essere sottovalutato: non è certo in discussione la vocazione dell'isola all'accoglienza, ma bisogna garantire sicurezza per tutti i cittadini anche a tutela degli stessi migranti". Così l'ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini commenta le dichiarazioni del suo successore, Totò Martello, secondo il quale l'isola è al collasso a causa di "minacce, molestie e furti" e sollecita la chiusura dell'Hot spot che attualmente ospita 180 tunisini.

E' dura la replica di Giusi Nicolini nei confronti dell'esternazione di Martello: "Ho l'impressione che il sindaco di Lampedusa voglia fare del terrorismo". E il parroco, Don Carmelo La Magra: "Sono sorpreso, vedo un'isola vivibilissima". "I bar sono pieni di tunisini che si ubriacano e molestano le donne". "Si sta cercando di ricreare quel clima di paura che c'era a Lampedusa prima della mia elezione, quando si amministrava l'isola con la logica emergenziale". "Nonostante il centro sia presidiato da polizia, carabinieri e guardia di finanza, i tunisini entrano ed escono come e quando vogliono".

E il sindaco accusa l'assenza dello Stato chiede l'intervento del ministro dell'Interno: "siamo abbandonati". "Basterebbe controllare il numero delle denunce presentate ai carabinieri", risponde Nicolini. "Per due volte un fruttivendolo che si trova davanti alla stazione dei carabinieri ha subito il furto di fiaschi di vino". "Con l'hotspot", spiegava nel maggio 2016, "i tempi di trattenimento nel centro si sono allungati e sono cambiate le procedure per la richiesta d'asilo o altra forma di protezione internazionale. Tutto questo genera la sofferenza nelle strutture".