Pontida, Salvini: "Da qui parte la marcia per il governo"

Pontida, Salvini:

Così Matteo Salvini dal palco di Pontida, al raduno della Lega Nord in cui, per la prima volta, non parla Umberto Bossi. E nello scambio di battute con i giornalisti durante il tour tra i gazebo sul pratone di Pontida l'obiettivo del Carroccio: "L'anno prossimo saremo a Pontida con una Lega e un centrodestra al governo, con l'Italia che riparte nel nome del lavoro della sicurezza e soprattutto della democrazia". Salvini è tornato ad attaccare il provvedimento giudiziario che ha congelato i conti della Lega: "Qualche giudice vuole imbavagliare un partito, magari rispondendo agli ordini di qualcun altro". "I referendum sono una bellissima occasione non solo per i lombardi e i veneti, ma per tutta l'Italia, che può gestirsi da sola senza vincoli europei o romani".

Ma, ha aggiunto, "andremo avanti anche senza soldi e chiederemo aiuto agli italiani".

Pontida - È un grande applauso quello che accoglie, sul palco, il governatore della Liguria Giovanni Toti, il segretario regionale della Lega Edoardo Rixi e il sindaco di Genova Marco Bucci, presentato come "il liberatore di Genova". È la scritta gigante che campeggia sul palco, insieme a quella per il Sì ai referendum consultivi per l'autonomia di Lombardia e Veneto.

Poi subito un accenno alle vicende giudiziare che hanno coinvolto il partito nei giorni scorsi, con il sequestro dei conti correnti da parte della Procura. "Questa è l'ultima Pontida che faremo all'opposizione. Democraticamente arriveremo al Governo". Il sequestro preventivo dei fondi del partito è conseguenza del processo che ha visto imputati proprio il Senatur, i suoi due figli Renzo e Riccardo e lo storico tesoriere Francesco Belsito: era il vecchio Carroccio, dopo la svolta salviniana per il fondatore non c'è piùà spazio in prma fila.

La scelta su Salvini è stata decisa da tempo, per lanciare la leadership del segretario federale in vista delle elezioni Politiche del 2018, come già accaduto per esempio al comizio di Ferragosto a Ponte di Legno. Ma una cosa (oltre al fatto di "non aver paura" della competizione con Luigi Di Maio e Matteo Renzi) è certa: "Domani parlerò più con il cuore che con la testa", ha promesso ai giovani padani che intonavano "rossi di merda" all'indirizzo dei magistrati di Genova.