Casa: Ania, solo 2% assicurate contro catastrofi naturali

Casa: Ania, solo 2% assicurate contro catastrofi naturali

Un numero 4 volte superiore al 2015, quando le persone colpite erano state 98 milioni. In totale sono state registrate oltre 300 catastrofi che hanno interessato 102 Stati diversi, portando a danni per 97 miliardi di dollari oltre a numerose vittime che però fortunatamente sono calate passando da 22mila a 7600. E Agire - Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, in occasione della Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri delle Nazioni Unite che si celebra oggi, si unisce alla campagna ONU "Home, safe Home" per ridurre gli effetti più drammatici delle catastrofi. Sei dei 10 più costosi terremoti in Europa dal 1970 al 2016, si legge nell'indagine, sono avvenuti in Italia. Spiega Agire: "L'87% delle persone in stato di estrema povertà vive in paesi a forte fragilità ambientale o politico-economica".

I disastri naturali diventano emergenze umanitarie quando si abbattono in paesi molto poveri. Segue l'India che conta 884 morti ed è anche il Paese con la popolazione più colpita visto che lo scorso anno ha dovuto fare i conti con un'alternanza di siccità, ondate di calore e inondazioni che ha distrutto raccolti e devastato l'economia locale.

Nella triste classifica delle vittime dei disastri naturali, l'Italia è tra i dieci Paesi più colpiti, collocandosi al settimo posto. Le stime sono però imprecise, perché è difficile sapere quale impatto gli stessi fenomeni abbiano avuto in paesi dal contesto difficile quale Etiopia, Malawi e Somalia.

Nel 2016 inondazioni e tempeste sono state responsabili del 71% delle morti correlate a catastrofi naturali, seguite dai terremoti (17%).

Secondo le stime dell'UNHCR i migranti climatici, che già oggi toccano un picco mai registrato prima, potrebbero arrivare ad oltre 250 milioni nel 2050, con una media di crescita di 6 milioni ogni anno. Una cifra che equivale a 2,4 miliardi di euro all'anno. Investire in prevenzione e sistemi di allerta per proteggere l'ambiente e le persone che lo abitano, infatti, resta ancora il solo modo per evitare che i disastri naturali si trasformino in catastrofi e crisi umanitarie, causando migliaia di vittime e ingenti perdite economiche.