La corruzione in Italia: il punto di vista delle famiglie

La corruzione in Italia: il punto di vista delle famiglie

Questo è quanto emerge dai dati diffusi dall'Istat su "la corruzione in Italia: il punto di vista delle famiglie".

A seguire, giustizia e assistenza: tra le famiglie coinvolte in cause giudiziarie, si stima che il 2,9% abbia avuto una richiesta di denaro o favori da parte di magistrati, cancellieri, avvocati o testimoni e lo stesso vale per il 2,7% delle famiglie che hanno fatto domanda di benefici assistenziali (sussidi, alloggi, pensioni di invalidità). Non estraneo alla problematica anche il mondo della politica: Il 3,7% dei residenti, fra 18 e 80 anni, ha ricevuto offerte di denaro o favori in cambio del voto alle elezioni amministrative, politiche o europee.

In ambito lavorativo i casi di corruzione sono più segnalati nel Lazio (7,4%) e in Puglia (6,3%), seguono Liguria (4,2%), Sardegna (4,2%) e Basilicata (4,1%).

L'8% delle famiglie italiane ha incrociato almeno una volta sulla propria strada il fenomeno della corruzione. Nella maggior parte dei casi di corruzione degli ultimi tre anni c'è stata "una richiesta esplicita" da parte dell'attore interessato (38,4%) o questi lo ha fatto capire (32,2%), mentre è meno frequente la presenza di intermediari (13,3%). In altre parole, è stato coinvolto in un caso di corruzione.

A parte alcuni settori tipicamente legati alla dimensione della vita personale come la sanità, i benefici assistenziali, l'istruzione, gli altri settori riguardano potenzialmente sia la sfera personale che lavorativa.

Le famiglie che vivono nei centri dell'area metropolitana hanno ricevuto una richiesta di denaro o favori in cambio di servizi in proporzione quasi doppia rispetto a chi vive nei comuni più piccoli fino a 10 mila abitanti (rispettivamente 11,3% e 6%). La corruzione nel settore degli uffici pubblici, ad esempio, nel 50% dei casi circa si è attivata quando si sono cercati servizi legati all'ambito lavorativo e degli affari, nelle public utilities la dimensione lavorativa arriva al 34% circa.

Sul territorio la corruzione in sanità è più frequente in Abruzzo (4,7%) e in Campania (4,1%), e la richiesta di effettuare una visita privata prima del trattamento nella struttura pubblica è alta in Puglia (20,7%), Basilicata (18,5%), Sicilia (16,1%) e Lazio (14,4%). Elevate anche in questo caso le non risposte per i settori giustizia e forze dell'ordine.

Tra le famiglie che hanno accettato lo scambio, l'85,2% ritiene che aver pagato sia stato utile per ottenere quanto desiderato: in particolare nell'ambito dei singoli settori, il rendimento è totale per le public utilities (99,1%) e particolarmente elevato per ottenere un lavoro (92,3%) o una prestazione sanitaria (82,8%). Metà delle famiglie (51,4%) pronte a ricorrere di nuovo alla corruzione per ottenere qualcosa. Il 25,2% riconosce di aver pagato per un servizio che gli sarebbe spettato di diritto.

Il 7,9% delle famiglie italiane (un milione e 742 mila) nel corso della vita è stato coinvolto in episodi di corruzione quali richieste di denaro, favori, regali o altro in cambio di servizi o agevolazioni (2,7% negli ultimi 3 anni, 1,2% negli ultimi 12 mesi).