Legge elettorale, la protesta M5S anche in piazza a Trento

Legge elettorale, la protesta M5S anche in piazza a Trento

A ciò si aggiunga che la legge in "discussione" al Parlamento presenta evidenti profili di incostituzionalità come già avvenne per l'Italicum, a sua volta votato a colpi di fiducia e poi profondamente modificato dalla Corte Costituzionale. I parlamentari infatti "saranno nominati da pochi capi di paritito, si abbassa così la qualità della nostra rappresentenza, la Camera sarà sotto ricatto nelle mani di pochi".

All'interno della maggioranza, intanto, c'è preoccupazione per il voto finale a scrutinio segreto. Certamente non sereni: chi, almeno stando alle parole dette ieri, ha perso molto del suo smalto è proprio il governo, costretto dal Pd a chiamare la fiducia sulla nuova legge elettorale e con questa mossa divenuto parafulmine della rabbia degli esclusi dall'accordo. Subito dopo la proclamazione del risultato sull'articolo uno (che contiene il sistema elettorale della Camera) l'assemblea di Montecitorio ha dato il via alle dichiarazioni di voto sulla seconda fiducia, quella sull'articolo 2 del disegno di legge (sistema elettorale del Senato), che ha ottenuto 308 voti favorevoli, 81 i contrari, otto gli astenuti.

Sarà l'unico elettronico, non coperto dalla fiducia e che potrebbe subire gli effetti dei franchi tiratori, soprattutto qualora fosse chiesto il voto segreto (basta la firma di 30 deputati per avviare la procedura), come era successo la scorsa estate. Nel frattempo, fuori da Montecitorio, si svolgeva la manifestazione dei sostenitori del M5S contro la legge elettorale. Contrari M5S, Mdp, Sinistra italiana, Fdi e Alternativa libera. In particolare, il Pd conta 283 deputati, Ap ne ha 22, 19 la Lega, 14 Civici ed Innovatori, 50 Forza Italia, 6 le Minoranze linguistiche, 17 Scelta Civica-Ala e 4 il Psi. Molta attesa per l'arrivo di Beppe Grillo: entro stasera il garante di M5S dovrebbe andare a parlare ai manifestanti riuniti. Inizialmente si prevedeva che sarebbe stato ineleggibile chi avesse ricoperto all'estero la carica di consigliere comunale nei 10 anni precedenti al voto.

Il Rosatellum è un sistema misto che prevede che il 36% dei seggi venga ripartito tra i partiti in modo maggioritario con collegi uninominali, di cui ogni coailizione avrà un solo candidato.

La maggioranza ieri sera ha avuto la conferma che il voto segreto ha permesso ad alcune persone di votare contro il Rosatellum, nonostante il suo appoggio. Con lo strascico della norma definita dai 5 stelle e da Mdp 'salva- Verdini' che consente a chi è residente in Italia di potersi candidare anche nelle circoscrizioni estere. Lo ha detto Ettore Rosato in Aula annunciando il si del Pd.