Nainggolan: "Vicini a Napoli e Inter. Spalletti mi trasformò, ora…"

Stiamo vivendo un buon momento, anche se abbiamo perso due partite.

"Siamo ambiziosi, stiamo lì". "In questo momento sicuramente siamo lì, dobbiamo pensare a giocare partita per partita, anche se la squadra è costruita per vincere qualcosa".

DERBY - "Stiamo lavorando per stare in alto". La Lazio sta facendo un gran campionato, sarà un derby difficile per entrambi. La Champions è difficile, ma per ora siamo messi bene. "Prima della partita col Chelsea nessuno pensava a quel risultato".

E' un giocatore ricercato ma nel Belgio non gioca...

"Non mi va neanche di iniziare altre polemiche". Ho paura di perdere un altro mondiale. "Poi bisogna dare merito alle altre squadre forti che si sono davanti". "Nei torni i singoli non bastano, bisogna ragionare da squadra e questo sta migliorando". "Noi cerchiamo di fare bene in tutte le competizioni".

Cosa ruberesti a Parolo (collegato dopo Lazio-Cagliari, ndr)? Totti è Totti. Aver conquistato il rispetto dei tifosi vuol dire che qualcosa ho fatto e fa piacere.

Con Spalletti eri il giocatore con più minuti, ti manca?

"Quelli sono dati di fine stagione, ora ne sono passate 11, vediamo alla fine".

SPALLETTI - "Evoluzione della specie del calciatore?"

Io non lo so, faccio il mio meglio e non so cosa intenda con questa frase. Le parole belle fanno sempre piacere, io ho le mie caratteristiche e cerco sempre di dare il meglio.

"A Cagliari giocavo nel ruolo dove gioco con Di Francesco". Poi Spalletti mi ha trasformato in un giocatore più offensivo e sono stato notato di più perché quando uno fa gol è più facile. Ma il lavoro che faccio è quello che faccio in questo ruolo. Adesso mi sto nuovamente riadattando ad un vecchio ruolo.

"Ancora oggi che ha smesso c'è una buona vendita di maglie".

Sai che sei l'idolo dei romanisti del dopo Totti? Quando sono arrivato pensavo fosse un tipo particolare, invece ho sbagliato opinione, ti accoglie bene e ti fa stare a tuo agio.

"E' sempre vicino al gruppo, ha la battuta sempre pronta. Gli auguro il meglio e sicuramente arrivare a Roma e non vederlo è una cosa nuova per tutti, è sempre vicino alla squadra ed è come se fosse sempre con noi". Sono cresciuto in un quartiere molto povero, mio padre mi ha lasciato quando avevo 5 anni.

Si, è l'unica cosa che ho appreso a scuola (ride, ndr). Ad esempio sulla schiena ho un tatuaggio per mia madre, che ho perso sette anni fa ed è un tatuaggio a cui sono molto legato. E quando hai poche cose rischi di fare scelte sbagliate. "Venire in Italia mi ha cambiato la vita, anche se all'inizio volevo tornare a casa".