L'Arco d'Augusto si illumina di verde per la giornata contro l'ictus

L'Arco d'Augusto si illumina di verde per la giornata contro l'ictus

Quasi la metà difficoltà di deglutizione e respirazione.

"L'ictus rappresenta la terza causa di morte e la principale causa di disabilità e colpisce circa 200.000 italiani ogni anno, lasciando in parecchi gravi conseguenze permanenti. - ricorda l'Assessore alla Sanità, Luigi Bertschy - E' quindi quanto mai necessario aumentare gli sforzi per la prevenzione dell'ictus, creando consapevolezza della forte incidenza della patologia e sollecitando i nostri cittadini ad adottare comportamenti di vita sani". Un esempio è il progetto Rehability, già adottato in diversi centri specialistici europei e recentemente anche premiato a Frontiers Conference 2017, che utilizza serious games per la riabilitazione cognitiva e motoria attraverso esercizi personalizzati, da effettuare anche a distanza, e la costante supervisione di un medico. Chiuderà l'incontro Alberto Malagutti, segretario della sezione mantovana di ALICe, l'Associazione per la lotta all'ictus cerebrale in Italia.

Solo sei Regioni in Italia presentano Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali aggiornati e attivi per la riabilitazione di pazienti post-ictus. Sono Valle dAosta, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna e Marche. Duplice l'obiettivo: "educare la popolazione alla prevenzione e alla richiesta di un trattamento appropriato nella fase acuta, sensibilizzare i decisori pubblici sulla distribuzione delle risorse per poter offrire a tutti le giuste terapie". In Italia sono 600mila le persone che vengono colpite da malattie causate da trombosi o da embolia: di queste 200mila rimangono con gravissime disabilità, altrettante perdono la vita, e altrettante sopravvivono con il terrore che succeda di nuovo. Ci sono poi gli oneri che cadono sulle spalle delle famiglie. Il 69 per cento dei pazienti di età compresa tra i 25 e i 59 anni deve abbandonare il lavoro a causa della malattia. “È fondamentale che in Italia si arrivi ad avere un protocollo uniforme da seguire per la riabilitazione di pazienti post-ictus – sottolinea Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus. "La riabilitazione deve iniziare fin dalla fase di ricovero per poi proseguire in modo continuativo, senza interruzioni e senza rigide limitazioni temporali, in strutture idonee e nei distretti sanitari territoriali". I progressi ottenuti nel trattamento della fase acuta della patologia non fanno che accrescere limportanza di affrontare gli aspetti di riabilitazione post-icuts.