Anoressia e obesità uccidono un ormone e aprono le porte alla depressione

Anoressia e obesità uccidono un ormone e aprono le porte alla depressione

Uno studio americano condotto da Karen Miller dell'Harvard Medical School e dall'italiano Graziano Pinna dell'Università dell'Illinois, insieme a colleghi del Massachusetts General Hospital e della Boston University School of Medicine ha messo in luce il legame tra i disordini alimentari, l'ansia e la depressione. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Neuropsychopharmacology, conferma altre ricerche condotte precedentemente presso altri atenei.

Le donne obese o che soffrono di anoressia nervosa hanno un ridotto livello dello steroide del 'buonumore' conosciuto come allopregnanolone nel sangue. L'allopregnanolone - chiamato anche "allo" - è un derivato dell'ormone femminile progesterone; generalmente produce un umore positivo e sensazioni di benessere. Inoltre, questi disturbi dell'umore sono comuni nelle persone che soffrono di anoressia (oltre metà delle donne con anoressia nervosa ne soffre) e obesità (il 43% degli obesi soffre di depressione).

I risultati. I test effettuati implicavano un questionario utile a determinare lo stato d'ansia e di depressione delle partecipanti e la misurazione dei livelli di allopregnanolone nel sangue prelevato alle volontarie. L'equipe di Pinna è riuscita a scoprire anche un altro importante fattore.

Infine, gli esperti hanno visto che più era bassa la concentrazione di allo, più le donne anoressiche e obese soffrivano di depressione e ansia. Molecole che aumentano la produzione di allo potrebbero divenire antidepressivi alternativi rispetto a quelli oggi in uso (che non funzionano in circa la metà dei pazienti), sostiene Pinna.