Corse clandestine di cavalli Emesse nove misure cautelari

Uno di loro è stato portato in carcere, cinque ai domiciliari per tre è stato emesso l'obbligo di dimora.

Corse di cavalli clandestine. Sono destinatari della misura cautelare del divieto di dimora nel territorio del comune di Messina C.A., di 36 anni, D.G., di 34 anni, e G.

Il provvedimento odierno arriva a seguito di un'indagine iniziata nel 2014 dai carabinieri della compagnia Messina Sud e dall'aliquota della locale sezione di polizia giudiziaria.

Il fenomeno delle corse di cavalli è ormai storicamente accertato a Messina così come l'esistenza di vari gruppi che gestiscono le gare.

L'attività investigativa ha documentato numerose competizioni si sono svolte nella zona Sud della città. Il gruppo criminale ha la base operativa nella scuderia Minissaloti, al villaggio Unra. A capo del gruppo criminale ci sarebbe Margareci che sarebbe stato l'organizzatore delle gare e coordinatore della gestione dei cavalli. Il 33enne avrebbe pianificato anche gli allenamenti. I sodali, ciascuno in un proprio ambito, si occupavano della scelta dei percorsi, provvedevano alla gestione dei cavalli ed al loro quotidiano mantenimento, potendo anche contare sull'operato di un veterinario, il quale si occupava della somministrazione agli animali di sostanze con effetti dopanti, per aumentarne le prestazioni. Mentre è ancora in corso l'arresto di un sesto uomo. Durante l'inchiesta si è appurato come l'organizzazione promuovesse la propria attività illecita mediante la pubblicazione sui più diffusi social network delle immagini delle gare, che sono state acquisite come fonti di prova.

Inoltre, gli animali venivano maltrattati, spinti fino alle estreme conseguenze, tanto è vero che durante una delle competizioni era morto il cavallo di punta della scuderia, Zikka (da qui il nome dell'operazione).

I carabinieri stamattina hanno effettuato anche il sequestro preventivo dei locali della scuderia e dei cavalli che vi si trovavano.