"L'accordo con la Libia è disumano". L'Onu contro la Ue

"La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità", è l'accusa durissima di al Hussein. In una nota, infatti, il portavoce dell'Onu ha scritto: "La politica dell'Unione Europea di assistere la guardia costiera libica nell'intercettare e respingere i migranti nel mediterraneo è disumana".

Ha poi proseguito riportando quanto raccontato dagli osservatori Onu in visita nelle carceri per 5 giorni: "Sono rimasti sconvolti da ciò che hanno visto: migliaia di uomini, donne e bambini emaciati e traumatizzati, ammassati l'uno sull'altro, bloccati in capannoni e costretti a lavori forzati". Secondo Al Hussein "l'Ue i suoi stati membri" non hanno fatto nulla "per ridurre gli abusi perpetrati sui migranti". Al Hussein ha lanciato inoltre un appello a creare apposite misure di legge nazionali e a decriminalizzare l'immigrazione irregolare, in modo da garantire la protezione dei diritti umani dei migranti. In relazione a tali situazioni di detenzione, più volte riprese da inchieste di tipo giornalistico oltre che da relazioni di organizzazioni umanitarie, dal Palazzo di Vetro hanno fatto sapere di non poter "rimanere in silenzio di fronte a episodi di schiavitù moderna, uccisioni, stupri e altre forme di violenza sessuale pur di gestire il fenomeno migratorio e pur di evitare che persone disperate e traumatizzate raggiungano le coste dell'Europa". A tal proposito, il commissario ha spiegato che "la comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi davanti agli orrori inimmaginabili sopportati dai migranti in Libia e pretendere che la situazione non possa essere regolata che attraverso un miglioramento delle condizioni detentive". "Il sistema di detenzione per i migranti in Libia è in condizioni irreparabili e servono alternative alle detenzione per salvare la vita dei migranti e proteggerli da ulteriori atrocità", argomenta ancora.