Malagò: "Non posso commissariare la Figc, fossi in Tavecchio mi dimetterei"

Malagò:

"Fossi in Tavecchio mi dimetterei" dice chiaramente il presidente del Coni Giovanni Malagò. "Non si può avere una famiglia - sottolinea - se non hai una casa".

Malagò ha parlato anche del ct Ventura e delle sue possibili dimissioni, da più parti invocate: "Il problema non è solo Ventura e le sue dimissioni". Il ruolo di Ventura era legato anche a Lippi, cosa che non si è poi concretizzata.

"Siamo tutti quanti molto delusi e amareggiati". Di fatto Ventura non ha il rinnovo. Che si dimetta ora o tra venti giorni, cambia poco. "Se il signor Tavecchio ritiene, magari dopo l'incontro di ieri, di essere la persona maggiormente deputata per portare avanti il nuovo corso della Federcalcio, si assume la responsabilità di questa decisione". Oggettivamente non esiste nessuno di questi tre fattori: non ci sono gli strumenti giuridici, formali, tecnici e procedurali per portare avanti un commissariamento. La sfera delle competenze e delle responsabilità oggettive, per Malagò però è sotto gli occhi di tutti. Al momento, invece, e al netto di ogni antica e personale riserva sui personaggi in questione, possiamo solo annoverare quelli che chiamerò eufemisticamente 'svantaggi': non qualificazione mondiale, vecchi gioielli del parco giocatori da 'nazionale' relegati in panchina, nuovi protagonisti mai individuati o mandati semplicemente allo sbaraglio, una federazione che mostra quotidianamente e senza alcun pudore, alla luce del sole, i suoi antichi intrighi e sospetti, per non parlare di commissariamenti di qua e di là. "Insieme a lui ringrazio tutta quella generazione di calciatori che ci hanno dato soddisfazioni enormi".

A proposito del settore giovanile: "Dall'Under 21 sono arrivati segnali importanti negli ultimi mesi, ma anche li' c'è stata la delusione della mancata qualificazione alle ultime due Olimpiadi. C'è molto da fare, credo che sia opportuno sfruttare questa occasione negativa per rifondare del tutto il calcio italiano".

L'unica nota positiva sembra essere stata la risposta di San Siro, che fino all'ultimo istante ha provato a spingere gli Azzurri: "Complimenti alla città di Milano e a San Siro, io c'ero".